PROCESSO MICROSOFT: IL CARO PREZZO DELLA DIVISIONE

28 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il processo intentato dal governo degli Stati Uniti contro Microsoft assomiglia sempre di piu’ a quello di vent’anni fa contro IBM.

Oggi l’antitrust vuole spezzare in due la piu’ grande societa’ di software del mondo, come allora era finita la piu’ grande societa’ informatica del pianeta, praticamente l’unico produttore dei grandi computer in grado di gestire la contabilita’ di una multinazionale come di coordinare un sistema di difesa aereo.

Il processo contro IBM si concluse con l’abbandono del dipartimento di Giustizia Usa: l’evoluzione della tecnologia aveva fatto comparire sul mercato nuove societa’ e nuove macchine; non solo provvedimenti da parte del governo sarebbero stati superflui, ma per rimanere sul mercato e conservare la propria leadership, IBM fu costretta a una ristrutturazione costata lacrime e sangue.

Indipendentemente dai sentimenti di personale antipatia o simpatia nei confronti della societa’ di Bill Gates, la maggior parte delle persone pensa che la cosa migliore da fare sia non fare assolutamente nulla.

L’economia americana sarebbe sicuramente impoverita dalla divisione di Microsoft in due societa’ distinte, visto che certamente un’altra societa’, magari straniera, riuscirebbe a occupare gli spazi lasciati vuoti.

Un esempio: quando Boeing si e’ fusa con McDonnell Douglas, l’antitrust Usa le ha imposto di liberarsi di alcuni contratti esclusivi firmati con una serie di compagnie aeree americane. Ne ha subito approfittato il consorzio europeo Airbus Industrie che, grazie al supporto economico dei governi europei, e’ riuscita, nel 1999, ad aggiudicarsi una quota di mercato superiore a quella di Boeing.

Il problema e’ da ricercarsi probabilmente nelle leggi antitrust Usa – che tengono in considerazione solo il panorama nazionale – visto che sia in Europa che Giappone le cose sembrano funzionare in modo assai differente. Ovunque nel mondo Microsoft verrebbe protetta e non attaccata.

Perche’ gli Usa mantengano la leadership nel mercato informatico e delle telecomunicazioni, servono strategie aggressive proprio come quelle di Microsoft.

*Lester C. Thurow e’ docente di economia presso il Massachussets Institute of Technology.