Privatizzazioni: 8-9 miliardi da cessione Eni, Stm e Poste

13 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il governo punta ad incassare già nel 2014 8-9 miliardi cedendo quote di Eni, Stm, Poste ed Enav.

La precisazione arriva dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, mentre le sorti dell’esecutivo sono appese al confronto tra Enrico Letta e Matteo Renzi.

“Ritengo possa essere considerata attendibile una stima complessiva di benefici finanziari per lo Stato dell’ordine di 8-9 miliardi”, ha detto l’ex direttore generale della Banca d’Italia descrivendo in Senato “la prima fase” del programma di dismissioni, che “si intende concludere entro l’anno”.

Il 23 gennaio, durante un’intervista a Reuters, Saccomanni aveva indicato in 8-10 miliardi i proventi delle cessioni in programma nel biennio 2014-2015 e si era mostrato più cauto su Eni.

Le privatizzazioni sono di importo modesto rispetto agli oltre 2.100 miliardi di debito pubblico totale, ma serviranno al governo per dare “un segnale all’Europa”, dice Saccomanni.

“Stiamo cercando di trovare modi per ridurre il debito diversi dal taglio della spesa pubblica o dall’aumento dell’imposizione fiscale. Questo ci consentirà di discutere in sede europea l’eventuale flessibilità sui tempi di riduzione del debito che sono piuttosto serrati”.

Il 21 novembre il governo ha detto di voler cedere il 3% di Eni.

Letta ha già firmato i decreti per vendere il 40% di Poste e il 49% di Enav, “anche in più fasi”.

La possibilità di frazionare i collocamenti deriva dall’esigenza di massimizzare gli introiti per lo Stato.
(Reuters)