Private banking: sicurezza e sostenibilità negli investimenti delle donne

30 Aprile 2021, di Alessandra Caparello

In Italia le donne detengono il 10% della ricchezza privata totale, pari a circa il 35% del risparmio gestito dal Private Banking e sono solo 60mila le donne italiane di “alto profilo”, cioè professioniste, imprenditrici, dirigenti con disponibilità finanziaria di almeno 250mila euro.

Così emerge dal Rapporto AIPB-Candriam, realizzato con IPSOS dal titolo “Il valore della donna investitrice: il contributo della consulenza finanziaria per superare gli stereotipi di genere”, che si sofferma sul ruolo di un segmento particolare di donne, le cosiddette donne “di alto profilo” ossia attive (con posizioni lavorative di rilievo e ampie disponibilità finanziarie). Ebbene queste donne appaiono molto virtuose nella gestione dei propri risparmi e potenzialmente, quindi, utili per la crescita/rilancio del Paese, soprattutto in questo momento.

Private banking: come si approcciano le donne agli investimenti

Secondo il rapporto, le donne sono competenti e interessate alla gestione del denaro, più degli uomini di pari profilo (84% contro il 71% degli uomini) e negli ultimi 12 mesi il 68% delle donne del campione dichiara di aver acquistato più volte un prodotto finanziario di investimento.

Le donne di alto profilo hanno uno stile decisionale più pragmatico e maturo di quello degli uomini, caratterizzato dalla condivisione, non perché manchino di self confidence o di preparazione per scegliere da sole, ma perché ritengono che quella condivisa sia una scelta migliorativa. Una donna su due prima di decidere si confronta con un partner o con un professionista.

La sicurezza è al primo posto con un peso del 50% contro il 18% attribuito dagli uomini. Al secondo posto viene il rendimento, con un punteggio del 20%: un’importanza simile a quella attribuita dagli uomini che lo pongono al primo con un punteggio del 25%.

Una donna su due poi vorrebbe investire il proprio patrimonio in economia reale o in investimenti con impatti ESG: il 36% dichiara di voler contribuire attivamente al rilancio del Paese.

Le donne e la consulenza professionale

Il rapporto infine evidenzia come la consulenza finanziaria potrebbe liberare un maggiore potenziale, aiutando le donne investitrici a raggiungere meglio i propri obiettivi di lungo termine e di incidere di più sulla ripresa economica.

Le donne che ricevono la consulenza professionale si dicono soddisfatte, ma non soddisfattissime: solo una minoranza assegna al servizio un voto di eccellenza. In base alla loro esperienza, il 20% delle donne di “alto profilo” conferma che nel corso delle conversazioni con il loro consulente finanziario di riferimento vengono affrontati aspetti più generali e di prospettive future, come ad esempio la protezione del rischio o la trasmissione del patrimonio.