Primarie PD 2017: “Avrò vinto anche se avrò perso” (Michele Emiliano)

27 Aprile 2017, di Giovanni Falcone

Seguendo un confronto televisivo fra i tre contendenti alla carica di Segretario del Partito democratico, l’ex Premier e già Segretario Matteo Renzi, ha rivolto una domanda secca al voluminoso barbuto pugliese:

“Se io perdo questa competizione assicuro la mia totale e leale collaborazione verso il vincitore. Se al contrario dovessi vincere io, tu – rivolgendosi al ripetuto Governatore – ti impegni in questa sede a garantire altrettanto?”

Risposta di Michele Emiliano: “Assolutamente No. Se governerai il Partito e il Paese come hai fatto nei mille giorni, ti contrasterò con tutte le mie forze e non ti obbedirò affatto”.

In sostanza, traducendo le parole del Governatore pugliese sembra che abbia voluto dire: “Vincerò anche se perdo, nel senso che non obbedirò a nessuno e meno che mai al futuro Segretario del Partito democratico, sia pure liberamente eletto dal 70% degli iscritti e dai cittadini italiani nella tornata del 30 aprile p.v.”

A questo punto, come elettore interessato alle sorti di questo Partito, ma soprattutto alle sorti del nostro grande Paese, mi chiedo: a che serve votare un Segretario se poi alla fine non deve essere riconosciuto, soprattutto da coloro che rivestono – come il caso di specie – una importante carica politica nell’ambito del PD medesimo?

Insomma, questo nostro Governatore, partito qualche mese addietro minacciando il ricorso alle carte bollate ove il Segretario del PD allora in carica (Matteo Renzi), non avesse indetto in tempi brevi un Congresso, oggi, oltre a lamentarsi per la brevità concessa per l’organizzazione delle rispettive mozioni politiche e lavori congressuali, se ne esce con bordate che sembrano non avere né capo e né coda.

Quale che sia l’esito di questa competizione, a mio avviso urge rivedere qualcosa a livello statutario, nell’auspicio che quando viene a mancare una sana decenza associata al comune buon senso come il caso che qui ci occupa, almeno le norme potranno intervenire in tempo utile per farci comprendere, a noi comuni mortali che i pazzi stanno altrove o comunque è fuori dalla politica del PD.