Prima grande società a offrire pagamenti in Bitcoin rinuncia

24 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

Il Bitcoin è diventato uno strumento di pagamento troppo caro e non abbastanza veloce. Per questo motivo Stripe, la prima grande società a offrire pagamenti in Bitcoin, ha deciso di rinunciare e interrompere il servizio. L’azienda, che aiuta più di 100 mila imprese a effettuare transazioni finanziarie online, nel giro di tre mesi non accetterà più criptovalute come mezzo di pagamento.

Gli utenti di Bitcoin ormai ritengono che la più popolare delle monete digitali è diventato un asset finanziario da scambiare e su cui speculare, piuttosto che un mezzo di pagamento. Si sta riducendo il numero di gruppi che fanno affari online disposti ad accettare la criptovaluta come moneta.

Le oscillazioni di prezzo, spiega Stripe in un comunicato, hanno incrementato le commissioni e il tempo di conferma, impiegato per portare a termine il pagamento, diminuendo l’appeal del Bitcoin. Nel 2019 il gruppo era diventato il primo player del settore dei pagamenti a offrire i Bitcoin come strumento per le transazioni elettroniche.

Allora Stripe sperava che il Bitcoin sarebbe diventato il nuovo mezzo con cui la gente che vive in posti in cui l’uso di carte di credito è poco diffuso o dove è troppo oneroso avrebbe effettuato le proprie transazioni online. Ma la divisa virtuale adesso è “più probabile che diventi un asset finanziario su cui speculare piuttosto che una moneta di scambio”.

Ormai effettuare pagamenti online con il Bitcoin è diventato caro quanto rivolgersi a un bonifico in banca. A causa dei tempi e delle commissioni elevati, i clienti di Stripe si stanno mostrando sempre meno interessati ad accettare Bitcoin come mezzo di pagamento elettronico. E le imprese che usano Bitcoin sulla piattaforma Stripe hanno visto calare di netto i ricavi da Bitcoin.

Ci sono sempre meno casi in cui ha senso per un’azienda accettare la criptovaluta o pagare con i Bitcoin. Per tutte queste ragioni martedì 24 gennaio Stripe ha annunciato la decisione di sospendere gradualmente i pagamenti in Bitcoin. “Prima di interrompere definitivamente le transazioni il 23 aprile, nei prossimi tre mesi ci confronteremo con i nostri utenti per assicurare che tutto fili liscio”.

Detto questo Stripe rimane ottimista sulle potenzialità del Bitcoin. Tra i progetti che hanno attirato l’attenzione del gruppo vengono citati Ethereum, OmiseGO e Lightining. A dimostrazione del fatto che il Bitcoin si sta trasformando in un prodotto finanziario su cui speculare al ribasso o al rialzo, oggi alle 15 ora italiana l’americana Weiss diventerà la prima agenzia di rating a emettere un giudizio sulle criptovalute.