Prima casa: i requisiti per mantenere le agevolazioni

22 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’ultimo anno di tagli ha rischiato di coinvolgere anche le detrazioni a favore della prima casa. I titolari di un mutuo tirano per adesso un sospiro di sollievo, ma il destino di questi bonus fiscali rientrerà sicuramente negli aspetti da affrontare per il prossimo Governo.

Il peso delle mancate detrazioni si sarebbe aggiunto a quello per i i finanziamenti in corso per l’acquisto della casa, e a quello della rediviva Imu, più la Tares.

Se non è ancora possibile sapere che fine faranno le agevolazioni, sono però già stati messi in calendario la riduzione delle detrazioni per la riqualificazione edilizia ed energetica (rispettivamente dal 50 e 55 al 36%) dal primo luglio 2013 e il possibile aumento dell’Iva al 22%.

Ma cosa esattamente è in gioco? Oggi, chi compra la prima casa paga un’imposta di registro pari al 3% sul valore catastale (anziché il 10%) e versa imposte ipocatastali per 366 euro. Chi acqusita da un’impresa costruttrice, invece, paga l’Iva al 4% e 504 euro di imposte ipocatastali.

Non male, quindi, ma per usufruirne bisogna rispettare alcuni requisiti. Il primo è risiedere nello stesso comune dell’immobile acquistato e impegnarsi a trasferirvisi entro i primi 18 mesi.

La casa, inoltre, non deve rientrare fra i cosiddetti immobili di lusso (i parametri sono forniti dal catasto, ndr), e il titolare non deve avere diritti di proprietà, uso, abitazione e usufrutto su altri immobili nello stesso comune.

Eventuali sanzioni scattano se la residenza non viene mantenuta nella prima casa per almeno 5 anni e, ovviamente, se non si rispettano i requisiti appena citati. Si può anche rinunciare alle agevolazioni, pagando il dovuto al Fisco attraverso le finestre del ravvedimento operoso, in modo da poter richiedere nuovi benefit per un’altra abitazione.

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