Prezzi: si riducono rischi di deflazione nell’area euro

27 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Mentre la Bce si appresta a dare il via al suo programma di quantitative easing, si riducono i rischi di deflazione nell’area euro: a dirlo sono gli ultimi dati sui prezzi al consumo pubblicati in Germania, Italia e Spagna.

La Spagna ha visto un calo dei prezzi al consumo del -1,1%, ma la deflazione si sta placando nella quarta economia dell’area euro. Il ritmo a cui si è contrattta l’inflazione, infatti, è più lento a febbraio rispetto al mese precedente.

In recupero invece l’inflazione italiana e quella tedesca. L’Istat ha comunicato che in febbraio l’indice Nic dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% su base congiunturale ed è sceso dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A gennaio l’indice aveva registrato -0,6% su anno, il dato tendenziale più basso dal settembre 1959. Il +0,3% congiunturale di febbraio è il dato più alto dall’agosto 2013 (+0,4%). Gli analisti interpellati da Reuters si aspettavano in media una variazione nulla su mese e una flessione dello 0,5% su base annuale.

In Francia intanto l’indice dei prezzi alla produzione è sceso in gennaio del 3,3% su base annuale.

I prezzi all’importazione in Germania sono scesi a un tasso più lento del previsto in gennaio, ma hanno registrato la peggior caduta in più di cinque anni.

In Svezia sono arrivate sorprese positive dagli ultimi dati macro, che hanno evidenziato una crescita economica più sostenuta del previsto.

Il Pil della maggiore economia scandinava ha segnato nel quarto trimestre un balzo dell’1,1% su base trimestrale rispetto al +0,5% delle attese di consensus e al +0,3% del trimestre precedente. Su base tendenziale la crescita economica è stata pari al 2,7%.

(DaC)