Prezzi: Coldiretti, Parlamento Europeo fa guerra ai “cartelli”

7 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Rivedere gli strumenti econometrici tradizionalmente utilizzati per valutare la presenza di comportamenti oligopolistici che si sono dimostrati del tutto inadeguati nel prevedere comportamenti collusivi e di cartello, quali si sono evidenziati negli ultimi anni. E’ quanto chiede il Parlamento Europeo, che ha approvato a Strasburgo in seduta plenaria, la “Relazione sulle Entrate Eque per gli Agricoltori: migliore funzionamento della filiera alimentare” predisposta dal relatore incaricato Josè Bovè. Secondo il parlamento Europeo, sebbene la crisi del reddito degli agricoltori in Europa assuma entità diverse, vi sono alcune costanti di fondo, come sottolinea la Coldiretti – la mancanza di trasparenza lungo la filiera, clausole vessatorie nei contratti commerciali di ritiro del prodotto agricolo, pagamenti tardivi dei prodotti agricoli, modifiche unilaterali dei contratti, possibili comportamenti oligopolistici e anticoncorrenziali da parte dei pochi attori che controllano il mercato alimentare e determinano così i prezzi, decidendo chi può essere partner commerciale e chi invece va espulso. Una situazione che – precisa la Coldiretti – ha progressivamente ridotto i margini destinati alle imprese agricole: in Italia per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori. Con la relazione – continua la Coldiretti – i parlamentari chiedono di aumentare la trasparenza del mercato e le informazioni da fornire ai consumatori, condizione essenziale per mettere in evidenza l’identità dei prodotti nonché garantire la varietà dei cibi e dei prodotti agricoli ed agroalimentari- espressione della storia e delle culture di una pluralità di territori e della natura “distintiva” dell’agricoltura di ciascun Stato membro. Viene inoltre prevista una diversificazione delle norme per i prodotti a forte base territoriale, rispetto alle norme relative ai prodotti alimentari standardizzati. Un punto centrale riguarda poi l’invito alla Commissione a proporre l’adozione di strumenti a sostegno e promozione di filiere alimentari gestite dagli agricoltori, di filiere corte, e di mercati gestiti direttamente dagli agricoltori (Farmers’ Markets), al fine di consentire agli agricoltori di ottenere una parte più equa del valore del prezzo di vendita finale attraverso una riduzione dei passaggi e delle intermediazioni.