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Quando si è giovani, parlare di pensione può sembrare fuori luogo. Si pensa (giustamente) a costruire il presente: trovare un lavoro stabile, viaggiare, acquistare una casa. Eppure, proprio l’età è il più grande alleato quando si tratta di previdenza. Iniziare presto a pensare al proprio futuro può fare la differenza tra una vecchiaia serena e una pensione al minimo. Questo perché il sistema pubblico non basta più.
Negli anni ’70 un lavoratore andava in pensione con l’80% dell’ultimo stipendio. Oggi, chi entra nel mondo del lavoro con un contratto precario, a progetto, o come autonomo, rischia di ritrovarsi con una pensione inferiore del 50% rispetto all’ultima retribuzione. Perché? Il sistema pensionistico si basa adesso sul metodo contributivo: si prende in considerazione quanto hai versato durante tutta la vita lavorativa, non quanto guadagnavi alla fine. Risultato: se si inizia tardi o si hanno carriere discontinue, l’assegno pensionistico sarà basso.
Cos’è la previdenza complementare
Per venire incontro ai lavoratori è stata istituita la previdenza complementare, una forma di risparmio volontario che ti permetterà di integrare la pensione pubblica. Si contribuisce con versamenti periodici, anche piccoli, che vengono investiti in fondi dedicati. L’obiettivo? Arrivare al momento del pensionamento con una somma che possa garantirti un’entrata mensile extra, oppure un capitale da usare per i tuoi progetti.
I lavoratori italiani hanno a disposizione tre opzioni:
- Fondi pensione negoziali: sono riservati a specifiche categorie di lavoratori (es. metalmeccanici, bancari, chimici) e vengono attivati grazie a contratti collettivi. Se sei assunto in un’azienda che aderisce, puoi versare anche il TFR e ricevere un contributo extra dal datore di lavoro.
- Fondi pensione aperti: sono accessibili a tutti, anche a chi non ha un contratto stabile. Puoi aderirvi attraverso banche o assicurazioni. Hai più libertà nella scelta del fondo e puoi decidere l’importo e la frequenza dei versamenti.
- Piani individuali pensionistici (PIP): sono prodotti assicurativi che uniscono previdenza e protezione. Puoi abbinarli a polizze per invalidità, decesso o infortuni. Sono flessibili e adatti anche a chi ha una situazione lavorativa variabile.
I vantaggi fiscali
Versare i propri risparmi in un fondo pensione consente di beneficiare anche di un vantaggio fiscale concreto: puoi dedurre i versamenti fino a 5.164,57 euro l’anno dai redditi, pagando così meno tasse. Inoltre, la tassazione sui rendimenti è più bassa rispetto a quella tradizionale. Quando andrai in pensione, i soldi che riceverai dal fondo pensione saranno tassati con un’aliquota agevolata, che scende fino al 9% a seconda del numero di anni di versamenti al fondo.
Perché iniziare adesso
Il tempo è l’arma segreta dei giovani. Anche piccoli versamenti, se iniziati presto, crescono molto grazie all’effetto dell’interesse composto. In altre parole: 30 euro al mese a 25 anni possono diventare più di 40.000 euro a 65 anni, senza grandi sforzi. Aspettare dieci anni potrebbe significare dover versare il doppio o il triplo per ottenere lo stesso risultato. Pensare alla pensione da giovani non è da vecchi, è una scelta intelligente.
La previdenza complementare non è un lusso: è un modo per garantirti autonomia e sicurezza domani. Per iniziare non serve essere esperti di finanza, basta informarsi, o affidarsi a un consulente finanziario, e fare il primo passo. Il futuro comincia oggi.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di luglio-agosto 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.