Previdenza: meglio riscatto laurea o fondo pensione?

11 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Fondo pensione o riscatto laurea? Il governo ha introdotto un riscatto agevolato ma la domanda che ci si pone è se sia un buon investimento per la pensione oppure se è meglio optare per un fondo pensione. Prima di rispondere a questo interrogativo è bene fare il punto sui due strumenti.

Riscatto laurea: come funziona

Il riscatto del corso di laurea è un istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi. Così scrive l’Inps nel suo sito istituzionale sottolineando che il riscatto è valido a condizione che l’interessato abbia conseguito il titolo di studio. Il servizio è rivolto a tutti coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato. Si possono riscattare:

  • diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni, diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;
  • diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
  • dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509 ovvero Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.

Chi, avendo i requisiti, vuole accedere al riscatto deve presentare domanda online all’INPS e poi procedere al pagamento dell’onere si effettua utilizzando gli appositi bollettini MAV inviati dall’istituto di previdenza con il provvedimento di accoglimento.

Riscatto laurea agevolato

Introdotto in via sperimentale dall’articolo 20 del Decreto-legge n. 4/2019 recante “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, il riscatto agevolato riguarda solo il corso legale universitario di studi (non i periodi fuori corso), a patto che l’interessato abbia conseguito il titolo di studio, e devono essere presentate con le stesse modalità previste per il normale riscatto di laurea e dei periodi non lavorati. Si possono riscattare gli anni a partire dal 1996, prima del quale non ci può esser stato versamento di contributi (quindi con il sistema retributivo).  Il costo per ogni anno di laurea riscattato, quindi, risulta pari a 5.184 euro, fino ad un massimo di 25.920 euro per i 5 anni.

Fondo pensione

Il fondo pensione è uno strumento di integrazione della pensione, per cui il lavoratore può decidere di versare una parte del proprio stipendio in uno di questi fondi che hanno lo scopo di raccogliere e investire in modo sicuro il denaro del risparmiatore ed erogarglielo successivamente, nel momento in cui questi smetterà di lavorare

Quale scegliere?

Progetica, società di consulenza in educazione e pianificazione finanziaria, ha posto a confronto i risultati che si otterrebbero versando una stessa somma ai fini del riscatto di laurea (tradizionale e agevolato) in un fondo pensione. Come scrive Propensione.it, quale investimento risulta più vantaggioso? Ebbene dal raffronto risulta che per un lavoratore dipendente di 45 anni e con un reddito mensile netto di 2.000 euro, appare più vantaggioso versare un importo di 248 euro ad esempio nel fondo pensione. Secondo l’analisi infatti si ottiene una pensione pubblica superiore perché non la anticipa come nel caso del riscatto di laurea, si può contare anche su una pensione integrativa di 285 euro mensili e quanto versato nel fondo pensione rende di più grazie agli investimenti nei mercati finanziari.

Ovviamente questo è solo un esempio e le valutazioni su cosa sia più convenienti devono essere fatte caso per caso e facendosi aiutare da esperti e consulenti.