Presidente RBS: “Preferirei tortura a un nuovo lavoro in banca”

22 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – Il presidente di un’importante banca d’affari europea preferirebbe essere sottoposto a una serie di torture piuttosto che accettare un nuovo lavoro in banca.

Lo ha detto Philip Hampton a una platea di giovani in cerca di un impiego.

Hampton non pare aver alcun problema con l’industria farmaceutica, avendo una decina di mesi fa, a settembre dell’anno scorso, assunto l’incarico di direttore del CdA di GlaxoSmithKlne.

Fortunatamente per Hampton, il curriculum gli consente di andare a lavorare in un altro settore. Non tutti possono permetterselo.

L’avversione di Hampton per una carriera professionale nel settore bancario non ha nulla a che vedere con gli straordinari e lo stress, come si potrebbe pensare di primo acchito, bensì sembra più una questione di tempistica sbagliata.

Senza dubbio il manager si è trovato a lavorare per la banca sbagliata al momento sbagliato. Hampton, come formazione contabile e banchiere specializzato nelle operazioni di M&A (fusione e acquisizione), è stato assunto da RBS nel gennaio del 2009, quando il mondo Occidentale era ancora in piena crisi subprime. Otto mesi prima la banca era stata salvata con i soldi del governo britannico, ossia dei contribuenti.

Lo stato inglese ha lanciato un secondo programma di aiuti pubblici il mese scorso e a febbraio la banca ha annunciato di aver accusato una perdita record di 24,1 miliardi di sterline nell’esercizio fiscale 2014.

Hampton ha dovuto prendere il posto del CEO Stephen Hester, ha dovuto convincere i banchieri ad accettare salari più bassi mentre i titoli azionari dell’istituto triplicavano di prezzo.

(DaC)