“Preoccupati da volatilità mercato? Tutto, ma non vendete”

26 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Non vendere”. Questo è il suggerimento di Ben Casselman, economista americano del sito di statistiche ‘FiveThirtyEight’ che, in un post pubblicato ieri, nel bel mezzo del crollo dei mercati, continuava a ripetere ai lettori di restare sulle posizioni e non farsi prendere dal panico.

“Non ho idea di che cosa succederà dopo il tonfo di oggi. Non so se il rimbalzo sarà immediato o bisognerà aspettare. Non so neppure quale sia la ragione del collasso di oggi. (I timori che l’economia cinese stia rallentando drammaticamente? Certo, ma questi ci sono da mesi). Non credo tuttavia che un paio di giorni di turbolenze stiano ad indicare che gli Stati Uniti sono diretti verso un’altra recessione. E’ anche vero che gli economisti sono notoriamente pessimi a prevedere le recessioni”, scrive Casselman.

“Quello che sappiamo è che crolli del mercato come questi succedono. Dal 1950, l’S & P 500 ha avuto cali giornalieri superiori al 3 per cento quasi 100 volte. Sono stati solo una ventina invece i giorni in cui è le perdite sono state del 5 per cento o superiori”.

“Di certo, ognuno di questi cali è stato seguito da un rimbalzo. Immaginate due persone che abbiano investito $ 1.000 nello S & P 500 nel 1980. La prima ha comprato una volta e non ha mai venduto. La seconda, po ‘più cauta, ha venduto ogni volta che il mercato ha perso il 5 per cento in una settimana, riacquistando subito dopo quando lo stesso è rimbalzato del 3 per cento. Alla fine della scorsa settimana, il capitale del primo investitore sarebbe ammontato a $ 18.635. Il secondo investitore avrebbe invece avuto in mano solo $ 10.613”. (mt)

Fonte: Fivethirtyeight.com