Powell ribadisce indipendenza Fed e conferma taglio tassi

26 Giugno 2019, di Mariangela Tessa

Nonostante le continue pressione da parte della Casa Bianca, la Fed tira dritto sulla sua strada, ribadendo la sua indipendenza e annunciando un prossimo taglio dei tassi. Questo perché da maggio “sono riemerse correnti contrarie” dalle dispute commerciali e dal rallentamento della crescita mondiale.

“Il quadro è cambiato dall’inizio di maggio nel momento in cui sembrava che quelle correnti contrarie stessero indebolendosi in seguito al raddoppio dei dazi Usa alla Cina, alle misure contro Huawei e ai contro dazi decisi da Pechino contro gli Stati Uniti. Al momento sulle prospettive dell’economia americana, secondo il governatore, gravano diverse incognite e la domanda “a cui io e miei colleghi dobbiamo trovare una risposta” ha spiegato ieri Jerome Powell, numero uno della banca centrale Usa, intervenendo al Council on Foreign Relations, influente think tank newyorchese –

Nel dire che nella Federal Reserve “siamo strettamente a-politici” il governatore Powell ha sottolineato, senza fare riferimento diretto al presidente Donald Trump, che da mesi critica pesantemente lui e la banca centrale Usa per non avere ancora tagliato i tassi, che “il Congresso ha scelto di isolare la Fed perché ha previsto il danno che spesso emerge quando le politiche si piegano agli interessi di breve termine. Le banche centrali nelle principali democrazie nel mondo godono di una simile indipendenza”.

Powell ha quindi spiegato che

diversi colleghi all’interno della Fed ritengono che l’ipotesi di un taglio dei tassi si sia rafforzata, mentre altri sono convinti che la politica monetaria non debba reagire in modo eccessivo a ogni dato economico e agli sbalzi di breve termine”.

Il governatore ha ripetuto più volte che la Fed è pronta ad agire “con tutti gli strumenti necessari”. E che per la determinazione delle prossime mosse, saranno decisivi gli avvenimenti dei prossimi giorni, a partire dal vertice G20 in Giappone”.

Intanto, sempre ieri, ai microfoni di Bloomberg TV, James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, ha detto che un taglio di 50 punti base nella riunione di luglio – come atteso da molti investitori – non è per ora necessario.  Bullard la settimana scorsa è stato l’unico dissidente a votare contro tassi fermi al 2,25-2,5%; lui avrebbe voluto una limatura di 25 punti base.