Portafoglio: acquistare Btp Italia? Si, ma con attenzione

18 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Un po’ di Btp Italia in portafoglio fa bene, ma attenzione: in presenza di un’inflazione altalenante e di un rialzo dei tassi le quotazioni scenderebbero ben sotto la pari.

La pensa cosi Lorenzo Raffa, che in un articolo pubblicato su Lombard Report.com si chiede se è meglio acquistare ora in sottoscrizione la nuova emissione (a commissioni zero e avvantaggiandosi del modesto “premio fedeltà”), con termine ultimo domani mercoledì 19 ottobre, o attenderne la quotazione sul secondario.

Per trovare una risposta si deve tenere conto di quanto è avvenuto negli ultimi tempi.

” Il Btp Italia – così come tutti gli altri Btp – è stato sostenuto dalla politica espansiva della Bce. In realtà confrontarlo con un cugino a cedola fissa ha nella fase attuale poco senso, poiché il mercato è drogato e il valore reale intrinseco dei titoli di Stato (non solo italiani) inevitabilmente minore rispetto alle quotazioni di mercato” si legge nell’articolo in cui si aggiunge che: “La rincorsa dei prezzi è iniziata – per le diverse versioni del Btp Italia – in corrispondenza dell’annuncio del Q.E. di Draghi; da allora hanno sostanzialmente tenuto livelli gonfiati di un 3-5%. In assenza dell’intervento di Francoforte le valutazioni sarebbero rimaste molto più vicine alla pari, con rotture al di sotto in presenza di cadute dei mercati. Una prima considerazione deve considerare quindi il rischio che l’emissione ottobre 2024 verrà scarsamente aiutata dall’azione della Bce, ormai al culmine, com’è avvenuto per il Btp Italia aprile 2024, penalizzato da una cedola base dello 0,40%. C’è pertanto da attendersi che anche il nuovo segua le performance limitate di quest’ultimo, con un massimo nell’anno a 101,78 e un minimo a 98,5″.

Cio’ detto, continua Raffa:

“c’è incertezza, dovuta al fatto se l’inflazione ripartirà o no e se la Bce terminerà la sua politica espansiva. Solo allora si potrà capire se il nuovo Btp Italia è a sconto. Al momento attuale tale ipotesi non sembra comunque prevalere, il che porta a condividere solo la scelta di chi “switcia” dalle vecchie serie sulla nuova”

Sul tappeto, secondo l’esperto, ci sono le seguenti ipotesi:

● se permanesse la deflazione, il Btp Italia decima serie, così come le precedenti, sarebbe favorito dal fatto di riconoscere comunque una cedola base e dal possibile proseguimento del Q.E.;

● se l’inflazione ripartisse ma restasse sotto l’1%, la valutazione sarebbe un “ni” per il Btp Italia;

● se l’inflazione tornasse a crescere realmente, inevitabile il giudizio positivo;

● attenzione però a un rischio poco valutato: in presenza di un’inflazione altalenante e di un rialzo dei tassi le quotazioni scenderebbero ben sotto la pari.

Fonte: Lombard Report