Politica: “Pd pugno di ricchi”. E rinasce il Partito Comunista

30 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il 24 giugno prossimo rinascerà a Bologna il Partito comunista italiano, con lo stesso nome PCI e lo stesso simbolo, la falce e il martello disegnata da Renato Guttuso, anche se con qualche minima differenza.

Promotori dell’iniziativa il Pdci e molti appartenenti a Rifondazione comunista, ma anche la Cgil, e molti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.

Tutto parte nel 2014 quando 100 persone, tra cui il filosofo Gianni Vattimo, il cantante del Teatro degli orrori Pierpaolo Capovilla e la band romana della Banda Bassotti, firmano un documento-manifesto in cui viene ripercorsa la storia del partito e la prossima evoluzione come alternativa al Partito democratico.

“Cadute presto le promesse di benessere e democrazia della narrazione borghese del 1989 il capitalismo mostra, senza veli, il suo volto distruttivo. Un pugno di ricchi, che gestisce lo sfruttamento di enormi masse umane e dell’ambiente, è disposto – pur di non cedere, neppure parzialmente, potere e privilegi insopportabili – a provocare una guerra generalizzata e a correre il rischio di desertificare il pianeta. Per non rassegnarsi a queste prospettive terribili e per costruire il futuro è necessaria l’idea generale di un modo diverso di vivere e produrre. Il socialismo, cioè la proprietà e il controllo sociale dei mezzi di produzione, di scambio, d’informazione e delle risorse essenziali per la vita umana, è, per noi, un tema attuale e decisivo (…) Di fronte alla crisi strutturale e sistemica del capitalismo, a fronte dell’involuzione neo-centrista del Partito democratico, che sta portando l’Italia verso il modello americano e sta distruggendo le fondamenta della Costituzione repubblicana e antifascista, è ancora più urgente dare corpo ad una presenza unitaria della sinistra”.

L’appuntamento per assistere alla rinascita del Partito comunista italiano è dal 24 al 26 giugno a Bologna, esattamente 25 anni dopo il XX Congresso di Rimini.

Tuttavia interpellato da Il Fatto Quotidiano, il presidente dell’Associazione Berlinguer, titolare dei diritti del simbolo storico del PCI eredidati dalla DS, il senatore Pd Ugo Sposetti, afferma di non sapere nulla della ricostruzione del nuovo Pci.

“Se quando il loro simbolo verrà registrato sarà identico al nostro, faremo quello che dovremo fare”.

In realtà il simbolo del nuovo Pci sarà leggermente diverso rispetto a quello passato. Come scrive sul suo sito Gabriele Maestri, autore del libro I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti (Giuffrè, 2012) – riportato da Repubblica:

“La vecchia sigla puntata, in carattere Helvetica condensed black, lascia il posto all’acronimo senza punti, con un font meno pesante e più moderna”.