Pil Usa in brusca frenata: solo +0,5% nel trimestre

28 Aprile 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Parte con il freno a mano il 2016 dell’economia americana. Secondo la prima lettura del Pil, diffuso dal Dipartimento al Commercio americano, la crescita ha rallentato piu’ del previsto, segnando su base trimestrale una crescita dello 0,5%, il passo piu’ lento di espansione da due anni. Si tratta di un dato inferiore alle attese: gli analisti attendevano un rialzo dello 0,7%.

Il dato odierno potrebbe rappresentare un segnale preoccupante per l’America, che ha faticato a prendere slancio dopo la recessione del 2007-2009. Allo stesso tempo pero’ la debolezza nel periodo gennaio-marzo e’ diventata la norma negli ultimi anni. Dal 2010 al 2015, la crescita del Pil Usa nel primo trimestre in media e’ stata dello 0,8% contro il +3,1% del secondo trimestre, il +2,2% del terzo e il +2,4% del quarto trimestre.

Il rallentamento registrato oggi segue un +1,4% registrato negli ultimi tre mesi del 2015 e un +2% del terzo trimestre dello scorso anno.

Nell’intero 2015 il Pil e’ salito del 2,4%, come nel 2014. Di certo il primo trimestre dell’anno in corso ha visto gli investimenti delle aziende ai livelli peggiori dalla fine dell’ultima recessione, cosa che ha pesato sull’economia intera. Gli investimenti fissi non residenziali sono scesi a un passo del 5,9%, il calo maggiore dal secondo trimestre del 2009 andando a pesare sul tasso di crescita del Pil per 0,76 punti percentuali. Le spese in attrezzature sono scese al passo dell’8,6% mentre quelle in proprieta’ intellettuale come il software sono salite dell’1,7%.

Le spese in investimenti residenziali sono invece balzati del 14,8% nel primo trimestre, il passo piu’ rapido dalla fine del 2012. Le spese per consumi, che generano due terzi dell’output, sono aumentate dell’1,9%. Quelle in beni sono salite solo dello 0,1%, il passo piu’ lento da quasi cinque anni. Le spese in servizi sono salite del 2,7%. Le spese pubbliche hanno contribuito alla crescita: quelle federali al di fuori della difesa hanno registrato un +1,5% mentre quelle in difesa sono calate del 3,6%. A livello statale e locale c’e’ stato un +2,9%.

“La solida crescita degli investimenti residenziali ha spinto l’aumento del Pil, ma la debolezza degli investimenti aziendali e delle esportazioni nette, esacerbate dalla debole domanda straniera e dai bassi prezzi del petrolio, ha pesato sulla crescita” ha detto Jason Furman, presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, commentando la stima preliminare del Pil del primo trimestre.

Reddito famiglie più basso di $4000

Secondo Furman, il dato odierno “sottolinea che c’e’ ancora lavoro da fare”, soprattutto per promuovere innovazione e investimenti. Il consigliere economico di Obama ha spiegato che “il rallentamento della domanda globale continua a essere un freno per la crescita del Pil reale”, con le esportazioni scese del 2,6%, cosa che ha sottratto 0,3 punti percentuali alla crescita dei primi tre mesi dell’anno.

Intanto oggi dalle colonne del New York Times, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto: “Probabilmente abbiamo gestito” la crisi finanziaria “meglio di ogni altra grande economia sulla Terra nella storia moderna”.

Eppure, gli sforzi e i risultati dell’amministrazione Obama sono stati, secondo il presidente, ampiamente sottovalutati. Il problema e’ che la gente e’ influenzata “da quello che sente” ha detto Obama, specificando che  se tu hai un partito politico – quello repubblicano, ndr – che nega qualsiasi progresso e ripete continuamente che le cose vanno in modo terribile, la gente comincia” a crederci.

Percezione negativa a parte, quello che e’ vero e’ che per una famiglia media americana il reddito, oggi, e’ piu’ basso di 4.000 dollari annuali rispetto alla fine della presidenza di Bill Clinton e la disuguaglianza economica, nel frattempo, e’ aumentata.