Pil Ucraina: tonfo -17,6%. E intanto guerra civile va avanti

15 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

KIEV (WSI) – Prosegue senza sosta il crollo dell’economia ucraina. Il prodotto interno lordo si è contratto del 17,6% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

In confronto agli ultimi tre mesi dell’anno scorso, il Pil è sceso del 6,5%, secondo il comunicato del ministero dell’Economia.

Sono dati impressionanti in un paese che è ancora alle prese con una guerra civile che divide filo russi e autorità filo europee, salite al potere a Kiev dopo un colpo di stato.

L’Ucraina paga gli stretti legami con Mosca non solo dal punto di vista dei conflitti geopolitici, ma anche sul fronte economico. L’economia russa si è contratta del 4,5% nel primo trimestre.

La recessione della potenza euro asiatica sta avendo un impatto negativo su tutti i paesi con cui fa maggiormente affari. La contrazione delle attività dovrebbe essere più contenuta l’anno prossimo a Mosca (-1,6% previsto), mentre per l’Ucraina la luce in fondo al tunnel ancora non si vede.

Sull’economia Russia non pesa solo il calo dei prezzi del petrolio e del rublo, ma anche i costi spropositati della guerra civile nell’est dell’Ucraina. In un rapporto dell’Alta Scuola di economia di Mosca emerge che i primi dieci mesi di conflitto sono costati 53 miliardi di rubli, un po’ meno di un miliardo di euro, al Cremlino.

Nell’Est europeo in generale le prospettive non dovrebbero migliorare prima del 2016, quando è prevista un passaggio dalla stagnazione alla crescita mdia positiva.

Suma Chakrabarti, il presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), che ha investito 8,9 miliardi nella regione nel 2014, ha sottolineato in un intervento da Tiblisi che “l’Est Europa deve fortificare le proprie difese per mettersi al riparo da choc esterni”.

I paesi esportatori di materie prime staanno pagando il calo dei prezzi del petrolio (-3,3% in totale) mentre gli importatori come Turchia ed Egitto ne approfittano (in media l’incremento è del 2,3%).

(DaC)