Piketty si scaglia contro il patto di stabilità europeo

12 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

L’economista francese Thomas Piketty ha criticato aspramente il patto di stabilità europeo, definendo “assurde” e “troppo rigide” le regole imposte dagli accordi. Piketty cita in particolare la soglia del 3% del deficit pubblico rispetto al Pil, un paramentro che “ha limitato la democrazia e cancellato la crescia nel periodo 2012-13”.

L’autore del libro bestseller mondiale “Il capitale del 21esimo secolo” ha inoltre consigliato di prestare ascolto alle posizioni della sinistra radicale per combattere il populismo e la xenofobia incarnati da Donald Trump e Marine Le Pen, il cui successo è in parte il risultato della globalizzazione.

Piketty ritiene che il candidato dei Repubblicani sia “la risposta nazionalista e razzista alla sfida della globalizzazione” come del resto anche la leader del Front National in Francia. Per combattere i populismi e la xenofobia, fenomeni sempre più diffusi nel mondo e in Europa, l’economista invita a cercare altrove le risposte politiche ai problemi dell’immigrazione e del rapporto con altre civiltà come l’Islam.

Questa risposta secondo lui si “trova dall’altra parte dello scacchiere politica” ed è quella avanzata dalla cosiddetta “sinistra radicale“.

“Si sono volute respingere le proposte della sinistra radicale ed ecco che ora ci si ritrova con la destra nazionalista e populista”, ha denunciato Piketty in un’intervista concessa all’Agence France Presse, in cui cita gli esempi politici di Syriza in Grecia, Podemos in Spagna e di Bernie Sanders negli Stati Uniti.

In termini analitici, Piketty rileva che “la grande differenza tra la sinistra radicale e la destra populista e xenofoba” è in sostanza che “la sinistra radicale è fondamentalmente internazionalista“.

Fonte: AFP