Piazza Affari: prezzi estremamente convenienti a questi livelli

23 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Nel giorno dell’attesa bocciatura in via ufficiale da parte della Commissione europea alla legge di bilancio del governo giallo-verde, da ieri la Borsa di Milano  ha ripreso slancio a dimostrazione che gli investitori non sono stati colti certamente di sorpresa dall’avvio della procedura di infrazione.

A conti fatti Piazza Affari – che oggi ha aperto con l’indice Ftse Mib a +0,25% a 18.649 punti – è una delle Borse più a sconto a livello globale,  volando più basso della Borsa cinese (rapporto prezzo/utili a 12,2) e di quella brasiliana (11,1).  Il braccio di ferro in atto in queste ultime settimane tra Roma e Bruxelles e il conseguente andamento dello spread si riflette sulla Borsa che oggi, scrive Vito Lops su Il Sole 24 Ore, è in saldo del 20% rispetto alla media delle quotazioni degli altri indici azionari europei.

In questo momento le quotazioni valgono 10,3 volte gli utili attesi per il 2019, un livello decisamente più basso rispetto alla valutazione storica di Piazza Affari scrive il quotidiano di Confindustria.

La violenta correzione sui mercati – solo il settore bancario italiano da maggio è crollato del 34% – ha ridotto le capitalizzazioni delle società (rendendo più agevoli eventuali progetti di scalata) e schiacciato i multipli del listino milanese.

Il quotidiano di Confindustria riporta le parole di Alberto Villa, head of research di Intermonte sim, che spiega i rischi che al momento sta scontando Piazza Affari.

Il mercato italiano sta scontando in questo momento un rischio doppio. Al pari degli altri listini sta scontando il rischio di un rallentamento dell’economia globale e degli utili societari nei prossimi anni. Ma in più sta scontando un marcato rischio di rallentamento anche dell’economia domestica. In questo momento il mercato sta scommettendo su una crescita del Pil dell’Italia per il 2019 tra lo 0,5% e lo 0,8%, circa la metà rispetto alle proiezioni del governo che indicano un aumento del Pil dell’1,5%.

“Quindi se compro oggi – prosegue Villa – e penso che le stime del governo siano corrette sto entrando su valutazioni obiettivamente basse, perché a quel punto il mercato andrà a recuperare lo sconto rispetto all’Europa. In caso contrario il mercato, prezzando già oggi uno scenario di bassa crescita, avrà avuto ragione”.