Piazza Affari ostaggio della crisi politica: -1,2%

26 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – L’Italia torna sotto le lenti degli investitori globali, dopo le nuove minacce che arrivano dal Pdl, che agita lo spettro delle dimissioni di massa in caso di decadenza di Silvio Berlusconi. Nel finale, Ftse Mib segna un calo dell’1,2%. Per quanto riguarda gli altri listini europei, la Borsa di Parigi chiude in negativo con l’indice Cac 40 che cede lo 0,21% a 4.186,72 punti.invariata per la Borsa di Francoforte, con l’indice Dax a 8.664,10 punti. Resiste Londra +0,21 e Madrid (+0,32%).

Continuano le vendite su Intesa-San Paolo che in chiusura lascia sul terreno il 3,36% (1,61 euro) dopo il -1,7% della vigilia. Ad alimentare le prese di beneficio i rumors, smentiti, secondo cui il ceo Enrico Cucchiani pronto a lasciare la guida di Intesa Sanpaolo a seguito dei contrasti maturati con il presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli e i principali azionisti. Le vendite sul titolo in Borsa sono state attribuite anche ai rumor, anche questi smentiti, di un intervento della superbanca in Mps. “Le indiscrezioni apparse su agenzie di stampa relative a una qualsiasi forma di aggregazione tra Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena sono completamente destituite di fondamento”, ha affermato il presidente del consiglio di gestione Gian Maria Gros-Pietro.

Deboli le banche : Banco Popolare -3,41%, Bpm -2,72%, UniCredit -2,69%, Ubi -2,34%. Ben Autogrill (+1,38%). Sul listino completo, Camfin ha ceduto il 3,89% a 0,828 euro, vicino ai 0,83 euro del nuovo prezzo rideterminato ieri da Consob dell’Opa promossa da Lauro Sessantuno.

Pochi spunti dall’asta dei Bot a sei mesi: buone notizie con i tassi che sono scesi al minimo da maggio. Ma la vera prova del nove arriverà domani, con le emissioni che avranno per oggetto BTP a cinque e dieci anni. Il benchmark decennale italiano marzo 2023 quota a 4,32% in rialzo dalla chiusura ieri di 4,23%, mentre il nuovo decennale marzo 2024 in asta domani (a breve destinato a diventare il nuovo benchmark) al 4,45% da 4,37%, contro il 4,33% del benchmark spagnolo (scadenza 31 ottobre 2023). Il differenziale fra i rendimenti dei decennali italiano e tedesco si è allargato nel corso della mattinata ed è arrivato a toccare quota 258 punti.

Recupera Telecom Italia che dopo aver ceduto -5% circa alla vigilia, sale del 4% circa.

Le minacce del Pdl arrivano mentre il premier Enrico Letta promuove l’Italia a New York, incontrando i poteri forti della politica e della finanza americana, facendo tappa a Wall Street e sottolineando di lavorare affinché i tassi sui BTP decennali scendano dai livelli attuali fino al 2% il prossimo anno, ferma restando la stabilità politica. Stabilità politica che però non si presenta certo in Italia, e non solo in queste ore, ma da mesi.

Il presidente del Consiglio, in una intervista alla Cnbc, sottolinea che l’Italia è un paese capace di attrarre investimenti esteri, e che il paese è sulla buona strada, con un debito alto ma sostenibile.

Dal fronte macroeconomico, notizie negative, con le vendite al dettaglio che scendono -0,3% su base mensile e -0,9% su base annua; le vendite scendono al minimo dal 2001.
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Ma a mettere sotto pressione l’Italia e i mercati europei sono anche i timori su un mancato accordo tra Democratici e repubblicani del Congresso degli Stati Uniti per innalzare il tetto sul debito americano: il rischio di un default degli Usa, per quanto ancora limitato, resta concreto.

“Le preoccupazioni del tetto sul debito pubblico – commenta in una intervista a Bloomberg Kit Juckes, strategist globale presso Societe Generale a Londra – hanno scatenato un ritorno dell’avversione al rischio.

Azionario asiatico in rialzo, indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index è salito dall’inizio di settembre +7,8%, testando lo scorso 23 settembre il record in quattro mesi. Il guadagno, su base mensile, è il più alto dal 2012.

Singoli listini: Nikkei +1,22%, Hong Kong -0,36%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,35%, Shanghai male con -1,94%, testa il valore più basso in due settimane. Indice coreano Kospi +0,46%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,34% a $1,3448; dollaro/yen +0,64% a 99,06; euro/franco svizzero -0,02% a CHF 1,2293. Euro/yen +0,35% a JPY 133,59.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio +0,41% a 103,08 dollari al barile; quotazioni oro -0,35% a $1.303,08. Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali salgono al 2,64%.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi in calo, per effetto in buona misura dell’analogo andamento dei tassi Usa. Non a caso lo spread tra bund decennali e Treasury di pari scadenza è rimasto sostanzialmente invariato intorno agli 80pb. L’eco delle parole di Draghi (“possibile un’ulteriore operazione LTRO se necessario”) è ancora presente tra gli operatori.

Questa mattina andamento particolarmente in rialzo per i Btp, in seguito alle rinnovate tensioni sul fronte politico, con spread a quota 245pb. Nel frattempo proseguono i negoziati per la formazione di un nuovo governo in Germania. Ieri Schaeuble, attuale ministro delle finanze uscente, ha tenuto a smentire l’ipotesi di nuove elezioni, aggiungendo che una coalizione con i verdi (che hanno ottenuto circa l’8% dei consensi) potrebbe essere un’opzione percorribile.

Alcuni esponenti del partito dei verdi si sono però finora detti contrari a tale ipotesi, per timore di un effetto eccessivamente penalizzante conseguente ad un’eventuale coalizione. L’esempio di quanto accaduto al partito liberale FDP (passato dal 15% a non essere neanche presente in parlamento avendo ottenuto meno del 5%) è molto forte e presente agli esponenti politici tedeschi.

In questo contesto il presidente della Bundesbank Weidmann ha spronato la Germania a porre in essere riforme per far fronte principalmente al tema dell’invecchiamento della popolazione, sottolineando la necessità di portare l’età di pensionamento a 67 anni.

Negli Usa tassi in calo sulla scia da un lato dei timori per l’andamento dei negoziati sul tema dell’innalzamento del tetto sul debito e dall’altro del flusso dei dati macro risultato mediamente inferiore alle attese. Con riferimento al debt ceiling, Il segretario al tesoro Jacob Lew ha rimarcato come nelle casse del governo Usa sono attesi rimanere appena 30Mld$ non più tardi del 17 ottobre.

Tale ammontare non sarebbe sufficiente per far fronte ai pagamenti previdenziali, assistenziali ed alle spese militari in scadenza l’1 novembre, pari a circa 55Mld$. Il Senato sta provando a far passare un provvedimento che consenta di prendere tempo fino a metà novembre, senza però pregiudicare il finanziamento della riforma sanitaria di Obama come proposto dai repubblicani alla camera.

Diversi operatori hanno dichiarato di attendersi che comunque il Tesoro onorerà in ogni caso il pagamento degli interessi sul debito, ma l’amministrazione Obama ha sottolineato come questa ipotesi è impraticabile dal momento che non è giuridicamente possibile rendere alcuni pagamenti prioritari rispetto ad altri. Sul fronte macro è risultata in calo la parte core degli ordini di beni durevoli di agosto, mentre è stato rivisto al ribasso il dato sulle vendite di nuove case di luglio.

Valute: euro ieri in deprezzamento fino all’importante supporto a quota 1,3450. Questa mattina il cambio è nuovamente sopra quota 1,35 per i timori legati ai complessi negoziati sull’innalzamento del tetto del debito Usa, in vista della scadenza dell’anno fiscale il prossimo lunedì.

Yen in deprezzamento durante la notte favorito da alcune indiscrezioni di stampa secondo cui il Primo ministro Abe starebbe studiando una misura per ridurre la tassazione per le imprese. Tale manovra secondo il quotidiano Kyodo potrebbe già essere annunciata il prossimo primo ottobre, all’interno di un più ampio pacchetto di stimoli.

Il cambio verso euro si sta riavvicinando alla resistenza posta a quota 134, mentre il cross verso dollaro continua ad oscillare in prossimità di area 99.

Sterlina in marcato apprezzamento sia verso dollaro sia verso euro, dopo la pubblicazione del dato sulle vendite al dettaglio di settembre, arrivato ai massimi dallo scorso novembre. Le minute del’ultimo incontro BOE, hanno segnalato inoltre una crescente attenzione sul comparto immobiliare, dove si sita assistendo un forte incremento dei prezzi e elle erogazioni di mutui.

Sul fronte emergente da segnalare il marcato deprezzamento del real brasiliano, peggiore valuta a livello mondiale ieri, dopo che per la prima volta la Banca Centrale non è riuscita a vendere sul mercato i 10.000 contratti swap del valore di 500 Mln$ previsti dal piano di intervento da 60 Mld$.

Commodity: dopo quattro sedute consecutive in calo, torna positivo l’indice generale GSCI ER, trainato al rialzo dai metalli preziosi. Tutti i principali settori hanno mostrato un andamento positivo nella seduta di ieri, sebbene il petrolio abbia chiuso in negativo penalizzato dai dati settimanali relativi alle scorte Usa, che hanno evidenziato a sorpresa un rialzo di 2,6Mln di barili anziché un calo. L’oro e l’argento, tra le migliori commodity di ieri, hanno mostrato un notevole rialzo (+1,5% e +1,4% rispettivamente) sebbene questa mattina entrambi i preziosi siano leggermente in calo.

Andamento positivo anche per le agricole, con il grano tornato ai livelli massimi di quattro settimane fa in scia alla speculazione relativa alle maggiori importazioni che riguarderanno la Cina (maggior consumatore della materia prima al mondo), che ha intenzione di frenare il prezzo domestico del bene giunto ormai a livelli record. In controtendenza solo il caffè ed il cacao, risultate tra le peggiori commodity della seduta di ieri. Questa mattina il petrolio oscilla intorno a valori leggermente inferiori a quelli di ieri, con il Brent che si aggira sui 108$/barile.

Azionario: In Italia, l’indice Ftsemib è riuscito a chiudere la seduta in lieve rialzo dopo aver toccato nel corso delle contrattazioni un nuovo massimo dall’agosto 2011 sopra quota 18100. All’interno del listino, forte calo per Telecom Italia (-4,7%) sulle attese di un possibile aumento di capitale dopo le parole del presidente Bernabè. Misti i bancari.

Stamattina apertura positiva per i listini europei con il Ftsemib in controtendenza. Negli Usa quinta seduta consecutiva in calo per l’indice S&P 500 che mette a segno la peggiora serie consecutiva di ribassi dal dicembre dello scorso anno. In attesa di notizie dal Congresso gli operatori continuano a prendere profitto visto anche l’approssimarsi della chiusura del trimestre.

A livello settoriale tutti i principali comparti, ad eccezione di finanziari e risorse di base, hanno chiuso in calo con le vendite maggiori che hanno interessato i settori health care e utilities. A livello di singolo titolo da segnalare il calo di Wal-Mart Stores (-1,5%) dopo un report di Bloomberg secondo cui la società starebbe riducendo gli ordini dai fornitori per far fronte ad una riduzione delle scorte.

Sul fronte emergente, seconda seduta consecutiva in rialzo per l’indice MSCI EM, penalizzato soprattutto dalle vendite che hanno interessato i listini asiatici. In lieve calo anche la borsa turca e brasiliana, mentre nuovi massimi storici vengono raggiunti dal listino sudafricano (+1%). Durante la notte andamento misto per i listini asiatici: in rialzo la borsa coreana ed australiana, mentre è risultato in forte calo il listino cinese (-2%). Positivo anche il Nikkei (+1,2%) in scia alla debolezza dello yen.