PIAZZA AFFARI: FREEDOMLAND STENTA A DECOLLARE

19 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari si ispira alla logica del “non si sa mai”; il listino sta fermo dopo l’arretramento che ha seguito la chiusura. Ora gli indici segnano +0,83% per il telematico; +0,82% per quello delle blue chip. Per il Midex, +1%.

Il fatto è che benchè negli Usa sia ancora notte, c’è già attività: il Globex, future sullo Standard and Poor’s, sta perdendo fra i 4 e i 6 punti e questo non è ben interpretato dagli operatori che, dopo i forti rialzi di ieri del Dow Jones e del Nasdaq, temono per oggi una nuova correzione al ribasso. Soprattutto dopo la pubblicazione, ieri sera a mercati chiusi, dei risultati aziendali Ibm e Intel che devono ancora passare al vaglio del mercato.

A Milano è in crescita la New Economy, mentre stenta a decollare la matricola Freedomland: ora quota 104,15 euro (un euro vale 1936,27 lire), in ribasso rispetto ai 105 del collocamento. Torna il denaro su Telecom, +1%, su Tim, Olivetti, +2,5%, Tecnost.

Mediaset guadagna il 3,17%; Seat il +1,21%; Bipop Carire il 3,20%.

In perdita Fiat, dello 0,24%; intorno allo zero Mediobanca, il cui presidente onorario Enrico Cuccia si è ripreso e dovrebbe tornare a casa dall’ospedale per Pasqua, e Generali per le quali non sembra avere impatto l’indiscrezione di stampa secondo cui Mediobanca starebbe coinvolgendo azionisti della sua cerchia nella struttura di controllo del gruppo Triestino.

L’obiettivo, si dice, sarebbe di riunire in una finanziaria il 2-3% del capitale delle Generali, con il diritto a nominare un consigliere di amministrazione. Interessati all’operazione, sempre secondo le indiscrezioni, sarebbero Giampiero Pesenti e Marcellino Gavio.

Un altro titolo sotto i riflettori è Alitalia, che cede il 2,54 a 2,11 euro. A pesare, sono l’imminente decisione della Ue (oggi) sul decreto Bersani per Malpensa e l’incertezza sul futuro dell’allenza con Klm.