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Piazza Affari: da Anima a Fineco passando per Nexi, ecco i titoli più interessanti nel 2021

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Da Anima a Fineco passando per Nexi: ecco i titoli più interessanti a Piazza Affari nel 2021

I risultati incoraggianti del vaccino contro il Covid-19 e la fine dell’incertezza intorno alle elezioni americane hanno portato a un forte rimbalzo del mercato a novembre e un consolidamento nel mese di dicembre.

I nuovi vaccini e le aspettative di ripresa economica hanno portato a una rotazione dai titoli growth a value, a beneficio dei settori più colpiti dalla pandemia, in particolare i settori bancario, assicurativo, petrolifero e automobilistico, mentre a sottoperformare sono stati l’healthcare, il food e il settore delle utilities. Ma quali sono i titoli più interessanti di Borsa Italiana? A indicarli  Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik.

Piazza Affari, i titoli più interessanti nel 2021

Se il tema del consolidamento bancario a Piazza Affari sarà un tema del 2021, Scauri vede Anima come principale beneficiario, in maniera indiretta, di un’ipotetica fusione fra Banco Bpm e Bper. Questo alla luce della possibile, successiva fusione fra Anima e Arca, con importanti sinergie sia a livello di top line, sia di costo. La nomina del nuovo Ceo di Unicredit sarà fondamentale per definire la nuova strategia della banca.

A livello di singoli nominativi, la posizione sulle utilities si concentra su Snam, dove si attende un re-rating sul tema green e sull’idrogeno in particolare e  su Enel, sulla scia del nuovo piano appena presentato, della piena visibilità sui dividendi e degli investimenti sulle energie rinnovabili. I principali titoli industriali in portafoglio si concentrano sui nomi tecnologici/pagamenti digitali/digitalizzazione, come, Nexi, Stm e Reply.

Anche Fca, afferma Scauri, è molto interessante alla luce del dividendo straordinario e della valutazione post-fusione con Peugeot. Tra i finanziari, Anima (per i motivi citati in precedenza) e Fineco. Tra i nomi small e mid-cap, il focus è su Danieli.

In un contesto come questo, nelle nostre scelte di investimento siamo diventati più positivi su settori legati alla componente ciclica dell’economia, mentre continuiamo a rimanere sui settori più esposti agli investimenti che saranno finanziati dai piani europei – vedi utilities legate al tema delle rinnovabili, infrastrutture, pagamenti digitali – e a tendenze strutturali come la digitalizzazione”, sottolinea Scauri. “Auspichiamo che l’opportunità legata all’utilizzo dei recovery fund sia mirata a uno sviluppo infrastrutturale e tecnologico del paese, accelerando gli investimenti già parzialmente in essere”.