Piazza Affari chiude poco mossa, vendite su Fiat

19 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Seduta senza scossoni per Piazza Affari, che chiude comunque in tono minore (+0,02% l’Ftse Mib a 19.644 punti) rispetto agli altri listini continentali con Francoforte a +1%. Piazza Affari, dove la migliore e’ Mediaset (+3,9%), risulta infatti depressa da Fiat (-2,9%, dopo un report negativo di Credit Suisse, che l’ha declassata a “underperform”), da Enel (-1,1% sull’ipotesi di cessione di quote da parte del Tesoro per abbattere il debito) e da alcune banche popolari.

Per contro, in cima al listino spicca il recupero del risparmio gestito con Azimut (+3,2%) e Mediolanum (+3,3%), mentre Telecom Italia (+1,4%) continua a correre in attesa di eventuali sviluppi sul dossier Gvt. GTech rimbalza dell’1,2% dopo il rosso di ieri, legato al probabile taglio del contratto in Illinois. Fuori dal listino principale, vola Sogefi (+15%), che ha chiuso un accordo di fornitura con Porsche.

Lo stemperamento delle tensioni in Ucraina aiuta i listini Ue. Secondo gli operatori a trainare i mercati oggi anche l’attesa fiduciosa di nuovi stimoli all’economia a breve da parte della Banca centrale europea.

Tornando a Fiat, il titolo, maglia nera tra le blue chip di Piazza Affari, si collaca ben sotto il prezzo di recesso per la fusione in Fca Nv, proprio alla vigilia della chiusura del periodo di esercizio. Le azioni del Lingotto hanno perso il 2,91% a 7,175 euro, con un minimo intraday toccato a 7,13 euro. Sulla performance del Lingotto ha pesato il report di Credit Suisse che ha avviato la copertura del titolo con rating “underperform” e target price di 6 euro per azione. “Nonostante i successi dell’a.d. Marchionne negli ultimi 10 anni, oggi sembra esserci poco spazio per sorprendere positivamente”, hanno osservato gli analisti di Credit Suisse. “Inoltre vediamo la programmata quotazione negli Usa come il primo passo verso un possibile aumento di capitale”.

Sul fronte macro, in Gran Bretagna l’inflazione di luglio ha mostrato un ribasso dello 0,3% su base mensile contro il +0,2% della passata rilevazione e il -0,2% pronosticato. Su base annua il dato ha registrato un progresso dell’1,6% dal +1,9% della precedente lettura.

Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco apre stabile a 162,1 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,633%.

Borse asiatiche in guadagno seguendo i rialzi di Wall street (Nasdaq ai massimi di 14 anni) e dello stemperamento delle tensioni in Ucraina.

I ministri degli esteri di Russia, Ucraina, Germania e Francia si sono incontrati a Berlino nel corso del weekend per discutere un cessate il fuoco o una soluzione politica e ieri il ministro degli esteri di Mosca ha detto che “alcuni progressi” sono stati raggiunti durante il dialogo.

L’indice MSCI di riferimento per l’area asiatico pacifica (escluso il Giappone) segna un rialzo dello 0,6% raggiungendo il livello più alto da fine luglio, mentre a Tokyo l’indice Nikkei N225 chiude con un guadagno dello 0,83% segnando il massimo di due settimane. Shanghai e Hong Kong piatte.

“La fiducia è tornata – dice Hikaru Sato, analista ‘senior technical’ per Daiwa Securities – sulla scia dell’ottima performance di wall Street e di dati macro positivi dagli Usa”.

Sul fronte macro, ancora effetto Iva sulle vendite al dettaglio in Giappone al quarto calo consecutivo. Secondo i dati diffusi dall’associazione della grande distribuzione, a luglio le vendite sono ammontate a 544 miliardi di yen accusando una flessione del 2,5% su base annuale.

Secondo l’associazione oltre all’effetto tasse pesa la lunga stagione di piogge che ha penalizzato soprattutto le vendite di abbigliamento. Tuttavia il trend della contrazione delle vendita sta decelerando. Dopo il -12% ad apirle (quando l’iva è passata dal 5% all’8%), -4,2% a maggio e -4,6% a giugno. Continua a registrare notevoli rialzi la spesa degli stranieri, soprattutto cinesi, che a luglio registra un balzo del 39%.

Euro in deciso arretramento dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici Usa che, rivelatisi sostanzialmente migliori delle stime, hanno alimentato la speculazione sui tempi di una politica monetaria della Fed piu’ restrittiva. La divisa unica a meta’ pomeriggio ha aggiornato il nuovo minimo degli ultimi 11 mesi (13 settembre 2013) rispetto al dollaro, a 1,3316 (1,3354 alla rilevazione odierna della Bce), dopo essere stata indicata prima della diffusione delle statistiche in area 1,3360.

L’euro ha registrato lo stesso movimento anche nei confronti delle altre principali divise. Sullo yen si e’ rapidamente appoggiato ai minimi della seduta di 136,78 (137,12 alla rilevazione della Bce) dai 137,14 indicati prima dei dati Usa, per poi limare la correzione e stabilizzarsi in area 136,90.

Il petrolio a settembre torna a cedere terreno: -064% a 95,79 dollari al barile. L’oro a dicembre segna un +0,04% a 1.299,9 dollari al barile.