Piazza Affari: 26 Ipo nel 2014, ecco i grandi debutti del 2015

30 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Per Piazza Affari il 2014 si conclude con 26 sbarchi in Borsa, ovvero operazioni di Ipo.

Di queste matricole, stando a quanto riporta l’agenzia di stampa AdnKronos, cinque sono sbarcate sull’Mta (erano state due nel 2013) e 21 sull’Aim Italia (quindici un anno fa).

In particolare, delle 21 società sbarcate nel 2014 sull’Aim Italia, il mercato alternativo dedicato alle piccole medie imprese, diverse sono attive nel settore delle rinnovabili e dell’informatica: da segnalare Gala, Green Power, Triboo Media, Energy Lab, Plt Energia, Ecosuntek, Iniziative Bresciane, Bio-On e Tech-Value.

Guardando in avanti, l’arrivo di nuove matricole dipenderà ovviamente dalla volatilità dei mercati; tuttavia, nel biennio 2015-2016, si parla di altri sbarchi, che avranno per oggetto grandi Ipo, da Poste a Sace, da Ferrovie dello Stato a Eataly.

Sicuramente, nell’ultimo periodo, il clima si è raffreddato. Bene sono andati i primi sette mesi del 2014, che hanno assistito alle Ipo di Anima (16 aprile), Cerved (24 giugno), Fineco (2 luglio) e Fincantieri (3 luglio); nel secondo semestre è stata evidente invece una maggiore cautela, tanto che Rottapharm e Sisal hanno ritirato la quotazione in pochi giorni. Bruschi sono stati anche i dietrofront anche Fedrigoni, ItaliaOnline e Intercos.

Diverse società che avevano intenzione di quotarsi alla fine del 2014 hanno deciso di aspettare un nuovo trend rialzista dei mercati. Tra queste, Ovs, la catena di abbigliamento del gruppo Coin, che sbarcherà a Piazza Affari nel 2015.

Anche Favini, l’indomani di Fedrigoni, ha deciso di “rinviare” – non ritirare – l’operazione di collocamento.

Nel 2015, stando a quanto stabilito dal governo Renzi, si dovrebbe accelerare la privatizzazione delle Fs. Debutto anche per Poste Italiane, mentre in forse rimane il futuro di Sace ed Enav.

Tra le aziende del ‘made in Italy’, Eataly sbarcherà a Piazza Affari solo nel biennio 2016-2017, mentre Italian Wine Brands (Iwb) approderà sull’Aim, probabilmente all’inizio del 2015.

Altro marchio del ‘made in Italy’ che per ora non rivela ulteriori dettagli è la Ferrari, che sarà quotata “negli Stati Uniti e in un altro mercato europeo”.

Attenzione anche a Sorgente Res: la quotazione resta “un obiettivo strategico per il 2015” per la società immobiliare che ha rinviato l’iter per la negoziazione “in considerazione dell’attuale volatilità dei mercati finanziari”.

AdnKronos precisa infine che non sembrerebbe orientato a una decisione di questo genere Liu-Jo, il brand guidato da Marco Marchi, dato a inizio anno come matricola sicura.

Tra le Ipo dell’anno, quella di Rai Way, approdata a Piazza Affari il 19 novembre, al prezzo di collocamento di 2,95 euro per azione, ora sopra i 3,10 euro, dopo aver guadagnato poco più del 6% dal giorno del debutto.