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Petrolio: tonfo fino a -50% nel 2014, peggior anno dal 2008

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NEW YORK (WSI) – I prezzi del petrolio si apprestano a chiudere il peggior anno dal 2008. In particolare, i futures sul contratto WTI scambiati sul Nymex hanno perso -45% quest’anno. A pesare, l’offerta degli Stati Uniti, che viaggia a livelli record in almeno trent’anni, e il rifiuto dell’Opec di tagliare la produzione.

Molto male anche la performance del Brent, -50% circa nel 2014 dopo il massimo dell’anno testato in estate a $115. Anche in questo caso si tratta della flessione più forte dal 2008, quando la domanda scivolò a causa della crisi finanziaria globale.

In generale i prezzi più bassi delle commodities – che sono espressi in dollari – hanno dato una spinta al biglietto verde, che ha riportato il guadagno su base annua migliore da almeno il 2004, con il Bloomberg Dollar Spot Index in rialzo +10,7%.

Riguardo ai mercati azionari, intervistato da Bloomberg Michael Every, responsabile della divisione di ricerca dei mercati finanziari dell’Asia Pacifico presso Rabobank International, con sede a Hong Kong, ha parlato di “impatto divergente” da parte dei prezzi del petrolio. “Ovviamente i titoli petroliferi sono stati colpiti ma altri, per esempio i titoli dei settori legati alle spese per consumi, guardano al calo (del petrolio), come a un fattore positivo. Sul fronte valutario, tutte le nazioni produttrici di petrolio sono state colpite in modo grave”.

Giornata di ennesimi ribassi per le quotazioni del petrolio, con i futures scambiati a New York che cedono alle 16.45 ora italiana -2,09% a $52,99 e il Brent che continua ad affondare fino a -3%, a $56 al barile circa. (Lna)

Bloomberg