Petrolio: superciclo e 100 dollari al barile solo in caso di grandi shock

15 Aprile 2021, di Alessandra Caparello

Le quotazione del petrolio continuano ad essere in fermento anche dopo il forte rialzo registrato nella giornata di ieri quando il Brent ha rotto il trading range in atto da tre settimane portandosi oltre i 66 dollari al barile come ricordano gli analisti di Mps Capital Service. Una giornata partita bene grazie alla revisione al rialzo delle stime sulla domanda globale 2021 da parte dell’Iea.

Nel dettaglio, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha aumentato la sua stima della domanda mondiale di petrolio per il 2021 di 0.2 mn bg. Nonostante i dati più deboli del previsto per il primo trimestre del 2021, la Iea vede ulteriori segnali che l’economia globale si sta riprendendo più rapidamente di quanto previsto in precedenza, in particolare negli Usa e in Cina. Nel pomeriggio di ieri il movimento del greggio, di conseguenza, ha accelerato al rialzo dopo il calo delle scorte Usa superiore alle attese (quasi 6 mln/b vs 2,6).

Ma se la giornata di ieri ha segnato un forte rialzo del greggio, oltre il muro dei 66 dollari c’è chi azzarda previsioni non certo rosee sul movimento dell’oro nero i cui prezzi difficilmente arriveranno a 100 dollari al barile. In particolare gli esperti di Oxford Institute for Energy Studies hanno sostenuto che non ci sarà nessun nuovo superciclo del petrolio, a meno che non si verifichino grandi shock di mercato del tutto inaspettati.

Petrolio: nessun superciclo per Oxford Institute

Secondo gli analisti dell’Oxford Institute for Energy Studies (OIES) nelle loro ultime previsioni mensili a breve termine, aprile 2020 è stato il peggior mese di sempre per quanto riguarda il petrolio su equilibri di mercato, prezzi e sentiment.

Il mercato del petrolio ha visto la più grande contrazione anno su anno della domanda globale, che ha raggiunto un impressionante 23,3 milioni di barili al giorno. I prezzi del Brent sono crollati al minimo di 18 anni, con una media di 23,3 dollari al barile. Se si aggiungono le pressioni sullo stoccaggio e il sentiment negativo in seguito alla rottura dell’accordo OPEC+ nel marzo 2020, aprile 2020 sarà ricordato come il mese più cupo nella storia dei mercati petroliferi.

Cosa succede un anno dopo? Secondo gli esperti di Oxford, le prospettive del mercato del petrolio sembrano diverse e le stime suggeriscono che la domanda globale di petrolio nel 1 trimestre 2021 si attesta a 4,9 mln di barili al giorno sotto i livelli del 2019. Ma ci sono nuvole all’orizzonte.

Sebbene l’aspettativa dominante è che la domanda di petrolio rimbalzi fortemente nel II semestre del 2021, quando i paesi toglieranno le restrizioni e la ripresa economica globale accelererà, l’incertezza sui tempi e sul ritmo del rimbalzo rimane alta. (…) I prezzi del petrolio dipenderanno dal ritmo di ripresa della domanda ed è probabile che vengano scambiati nell’intervallo 59-69 dollari al barile per il resto del 2021 e 2022 su base annua.
I prezzi mensili del petrolio saranno limitati a un intervallo compreso tra 54 e 74 dollari. Anche se il sentiment del mercato spinge i prezzi oltre questi intervalli, è improbabile che siano sostenibili.
Affinché i prezzi raggiungano ovunque i 100 dollari al barile, dobbiamo considerare altri shock.