Petrolio stabile sopra i 50$ e oro in rialzo nella prima parte dell’anno: le previsioni per il 2021

23 Dicembre 2020, di Alessandra Caparello

Come si comporteranno l’oro e il petrolio nel 2021? A rispondere a questa domanda gli specialisti di MPS Capital Service nell’Outlook 2021.

La performance dell’oro nel 2021

Partendo dall’oro, la recente correzione, guidata dai deflussi dagli ETF mondiali grazie al clima di ottimismo sui mercati indotto dagli sviluppi sul vaccino, ha portato ad una divergenza di breve periodo con i tassi reali USA.

Secondo gli esperti, la correzione sarà temporanea e nel 2021 l’oro aggiornerà i massimi storici grazie ad una serie di fattori tra cui i tassi reali che resteranno su livelli contenuti pur in un contesto di graduale rialzo dei nominali, grazie a Banche centrali ancora accomodanti, il proseguimento dell’inserimento del metallo nei portafogli istituzionali in ottica di asset allocation alla luce del contesto di tassi bassi/negativi a livello globale e la crescita importante dell’indebitamento dei governi a causa delle misure di sostegno implementate per contrastare gli effetti collaterali legati al virus.

Crediamo che l’oro possa tornare nel corso dell’anno a rivedere i recenti massimi storici in $ prima e eventualmente nuovi massimi storici in area 2.200, poi.

La performance del petrolio nel 2021

Dopo il crollo del secondo trimestre del 2020, il 2021 potrebbe essere un anno caratterizzato dal proseguimento del recupero della domanda del greggio. L’interventismo dell’Opec e dei suoi alleati sul fronte produzione (di fatto la Banca centrale del petrolio) dovrebbe evitare cali duraturi delle quotazioni, intervenendo rapidamente sulla produzione nel caso di necessità.

Ci aspettiamo prezzi del Brent stabilmente oltre i 50$/b (media 54$/B) nel corso del prossimo anno, con la possibilità di un temporaneo overshooting verso i 60$ nel secondo semestre. Anche il WTI è atteso salire oltre 50$, poiché se è vero che la produzione USA beneficerà di prezzi più elevati, lo shock avvenuto nel 2020 limiterà l’output a poco più di 11 mln b/g nella prima parte dell’anno (un ammontare di poco superiore ai valori attuali).