Petrolio sotto i 30 dollari per la prima volta da 12 anni

13 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Il petrolio scambiato sul Wti americano ha bucato la soglia dei 30 dollari al barile, sotto la quale molte società di gas di scisto ed energetiche rischiano il fallimento. Anche le nazioni esportatrici e produttrici di greggio rischiano di uscirne con le ossa rotte.

Il petrolio ha perso un quinto del suo valore durante una striscia negativa di sette sedute, alimentata dalle preoccupazioni circa un sovraccarico dell’offerta e una domanda sempre più fragile proveniente dalla Cina. Da metà 2014, quando il future sul Wti valeva 108 dollari al barile, il prezzo è calato di ben il 70%.

Ieri una serie di banche ha rivisto al ribasso le previsioni sul 2016 per il greggio, con gli aanlisti di Standard Chartered che hanno addirittura fissato l’asticella a $10 al barile. La maggior parte vede un livello di 20 dollari a fine anno. L’Opec potrebbe però intervenire con almeno un paio di stati membri del blocco che hanno invocato un vertice di emergenza per ridurre la produzione o almeno rivedere le strategie.

Alcune delle principali imprese energetiche al mondo hanno ci potrebbero volere diversi anni prima che i prezzi possano risalire. E i primi effetti iniziano a farsi sentire anche nell’economia reale: il gigante britannico British Petroleum ha annunciato che taglierà del 5% la forza lavoro, mentre il gruppo brasiliano statale Petrobas ha ridotto il piano di investimenti per la terza volta in sei mesi.

Il tutto mentre in Borsa i titoli Royal Dutch Shell e Exxon Mobil hanno subito cali dell’11 e 4% rispettivamente.