Petrolio russo, difficoltà a condividere embargo petrolifero da parte dei paesi Ue

31 Maggio 2021, di Gianmarco Carriol

I leader dell’Unione europea non sono riusciti a concordare un divieto al petrolio russo al vertice di ieri tenutosi a Bruxelles. Di sicuro, i leader dovrebbero concordare in linea di principio sul divieto di importare greggio dalla Russia ma lasceranno tutti i dettagli e le decisioni difficili a più avanti.

“Non ci siamo ancora”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Il primo ministro estone Kaja Kallas ha affermato che è più realistico aspettarsi un accordo per il prossimo mese.

“Non credo che raggiungeremo un accordo oggi. Cercheremo di raggiungere un accordo entro il vertice di giugno, questo è l’approccio realistico ormai”, ha detto ieri Kallas.

Il prossimo vertice è previsto per il 23-24 giugno e data l’attesa alcuni leader europei si sono lamentati duramente della mancanza di un accordo.

“Ci stiamo un po’ impantanando in tutti i dettagli e dimentichiamo il quadro generale”, ha detto il primo ministro lettone Krisjanis Karins.

“Sono solo soldi, gli ucraini stanno pagando con la vita”, ha detto, aggiungendo: “Possiamo e dobbiamo sostenerli, se non altro per interesse personale, perché solo quando la Russia sarà sconfitta possiamo sentirci al sicuro in Europa”.

Una bozza di testo vista da Reuters, che potrebbe nuovamente essere moficata, confermerebbe che un eventuale sesto pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea includerà il divieto delle importazioni di petrolio marittimo, con l’olio degli oleodotti fornito a Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca senza sbocco sul mare che sarà sanzionato poi successivamente.

Tuttavia, i leader non concluderanno un accordo su questo ora, ma, invece, chiederanno a diplomatici e ministri di trovare una soluzione che assicuri anche una concorrenza leale tra coloro che ancora ottengono petrolio russo e coloro che saranno tagliati fuori.

Il premier belga Alexander De Croo ha affermato che “queste non sono decisioni facili”, aggiungendo:

“Non ho dubbi che nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, verranno prese delle decisioni”.

Con l’Ungheria che è stata la principale resistenza all’accordo sul divieto del petrolio russo, il suo primo ministro, Viktor Orban, ha affermato al suo arrivo al vertice dell’UE che le condizioni non sono le migliori per poter sostenere un embargo petrolifero.

“Non c’è alcun compromesso per questo momento”, ha detto Orban. “Siamo pronti a sostenere il pacchetto… se ci sono soluzioni per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico ungherese, non ce l’abbiamo ora”.

Un risultato tangibile del vertice dovrebbe in ogni caso essere l’accordo su un pacchetto di prestiti dell’UE del valore di 9 miliardi di euro (9,7 miliardi di dollari), con una piccola componente di sovvenzioni per coprire parte degli interessi, affinché l’Ucraina tenga in piedi il suo governo e paghi gli stipendi per circa due mesi. Tuttavia, una decisione su come raccogliere i fondi verrà presa in seguito.