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Petrolio, Kpmg: meeting Opec potrà raffreddarne i rialzi

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Con un prezzo al barile superiore ai 73 dollari, il rally del petrolio ha ampiamente riportato il costo del barile al di sopra dei livelli pre-Covid, raggiungendo oggi (30 giugno) i massimi da due anni, grazie anche ai dissidi interni all’Opec. Diversi analisti, come riportato nelle scorse settimane, hanno iniziato a vedere con crescente probabilità il petrolio a quota 100 dollari al barile. Il prossimo incontro del cartello Opec+, atteso il 1° luglio, tuttavia, potrebbe raffreddare un po’ le prospettive di rafforzamento dando nuova linfa all’offerta.

Petrolio, cosa attendersi dal meeting Opec

Alla base della cavalcata del petrolio, il cui prezzo è aumentato di oltre il 50% quest’anno, ci sarebbe lo squilibrio dettato, in primo luogo, dall’uscita dai lockdown e dalla forte ripresa della domanda di prodotti energetici. Sull’altro piatto della bilancia, c’è stato il forte calo degli investimenti in attività oil & gas. “E’ stato un calo del 30% rispetto ai livelli di cinque anni fa”, ha dichiarato a Cnbc Regina Mayor, responsabile globale per il mercato energetico di KPMG, “nel solo 2020 si è verificata una riduzione degli investimenti da 250 miliardi di dollari”.

Tuttavia, l’Opec avrebbe ancora in mano le carte per portare nuovo equilibrio fra domanda e offerta, con la possibilità di “sfoderare fino a sei milioni di barili al giorno” di produzione aggiuntiva. All’effetto-Opec quale potrebbe aggiungersi entro la fine dell’anno la fornitura iraniana, qualora venisse ravvivato l’accordo sul nucleare con l’Occidente. Quest’ultimo implicherebbe un’offerta aggiuntiva di “1,5 milioni di barili al giorno”, ha dichiarato l’esperta di KPMG.

Di quanto potrà rallentare la corsa del petrolio “dipenderà dalle decisioni dell’Opec”, ha dichiarato Mayor, “sospetto che verrà deciso un incremento dell’offerta fra le 500mila e il milione di unità al giorno. Si tenga presente che il cartello non ha ancora rilasciato tutto il quantitativo per il quale si era impegnato per il 1 aprile, ovvero recuperare 2,1 milioni di barili al giorno entro la fine di luglio: non abbiamo ancora visto entrare in gioco quell’offerta”.

Questo fattore, unito all’incognita sul futuro delle relazioni Usa-Iran e alla possibile offerta aggiuntiva, riduce le possibilità per il petrolio a quota 100, dollari secondo Mayor. A anche la diffusione della variante Delta, con eventuali nuove chiusure rappresenta un elemento in grado di temperare futuri rialzi per il greggio.