Petrolio di nuovo in corsa: atteso un taglio da 10 milioni di barili dall’Opec+

3 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

Il prezzo del petrolio è in forte rialzo oggi, grazie, ancora una volta, alle indiscrezioni su un possibile accordo sul taglio della produzione di petrolio da parte dell’Opec+, il gruppo allargato dei Paesi esportatori. Secondo una fonte interna citata da Bloomberg, il prossimo incontro di lunedì del gruppo capitanato da Russia e Arabia Saudita potrebbe raggiungere un accordo su un taglio da 10 milioni di barili al giorno. Ufficialmente la Russia non ha ancora confermato la propria presenza al meeting (a distanza), anche se da parte di Mosca non sembrano mancare segnali di apertura.

Le anticipazioni di Trump

Il presidente americano Donald Trump nei giorni scorsi si era sbilanciato nell’affermare che i due maggiori Paesi del gruppo Opec+ avrebbero trovato un accordo nel giro di pochi giorni. Giovedì (ieri), lo stesso Trump aveva affermato in un tweet che, al termine di colloqui telefonici intrattenuti con il principe ereditario saudita Mohammad Bin Salman e il presidente russo Putin, si sarebbe aspettato una riduzione di “circa 10 milioni di barili e forse molto di più”. L’affermazione aveva provocato una fiammata nei prezzi del 25%, successivamente pareggiata da nuovi ribassi. Oggi, dunque, la stessa cifra incontra nuove conferme.

La guerra dei prezzi avviata da Russia e Arabia Saudita è coincisa con un fortissimo calo della domanda di greggio su scala globale, motivato a sua volta dal rallentamento dell’attività economica indotto dalla pandemia di coronavirus. La combinazione di questi fattori ha abbattuto il valore del petrolio e, affermano gli analisti, nemmeno un taglio alla produzione di 10 milioni di barili al giorno sarebbe sufficiente a bilanciare un calo della domanda quantificato intorno ai 35 milioni di barili.

Il prezzo del barile

La notizia, tuttavia, è bastata a rinvigorire le quotazioni del barile, con il Brent arrivato a rincari dell’11% (al momento ridimensionati al 9,42%, a 32,76 dollari). Il West Texas Intermediate, nel frattempo avanza del 4,58% a 26,48 dollari al barile.