Economia

Petrolio: con accordo Iran, Usa vogliono rovinare i sauditi

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NEW YORK (WSI) – Con l’intesa sull’interruzione del programma nucleare iraniano gli Stati Uniti hanno fatto uno sgambetto monumentale ai sauditi, loro alleati storici. Gli emirati, già alle prese con prezzi del petrolio ai minimi storici, dovranno ora vedersela con la concorrenza dell’Iran.

Con la cancellazione graduale delle sanzioni economiche, la Repubblica Islamica potrebbe arrivare a produrre fino a un altro milione di barili al giorno già nello spazio di sei, dodici mesi, aumentando drasticamente l’offerta di greggio sui mercati.

A subirne le conseguenze saranno sopratutto la Russia – tra i firmatari dell’accordo stretto tra i 5+1 e Teheran – e i regni mediorientali dei petrodollari.

Dopo gli accordi stretti negli ultimi tempi ci sono già gli investimenti pronti a partire. Ci sono poi tante riserve, bloccate per i problemi di vendita a causa delle sanzioni, caricate su alcune petroliere che sono già pronte a salpare.

“Il livello massimo a cui si stima possa arrivare Teheran è di 3,4-4,6 in totale, comunque meno dell’Iraq e il commercio sarà principalmente rivolto all’Asia”, spiega Lorenzo Nannetti, Senior Analyst e Responsabile Scientifico della rivista Il Caffè Geopolitico.

“Senza parlare delle scorte di gas naturale dal teminal di Assaluyeh e dell’oro nero che attraverserà i gasdotti”. Sono progetti, compreso quello verso il Pakistan, ancora in divenire.

Allo stesso tempo l’Iran, che è diventato un improbabile alleato delle forze occidentali in Iraq nei combattimenti per fermare l’avanzata dell’Isis, dovrà vedersela con le mosse dei sauditi.

L’Arabia Saudita ha già iniziato le sue contromosse, pompando greggio il più possibile – come dimostrano gli ultimi dati sul fronte della produzione di barili – nel tentativo di “tenere il prezzo il più basso possibile e impedire a Teheran di guadagnarci troppo”.

(DaC)