Petrolio: alert Fmi, ma Arabia Saudita non fermerà trivellazioni

9 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

RYAD (WSI) – Ammontano a circa 200 miliardi di dollari gli investimenti che sono stati tagliati quest’anno nell’industria energetica mondiale e per l’anno prossimo il calo degli investimenti continuerà assestandosi tra il 3% e l’8%. A sottolinearlo il principe saudita Abdul Aziz bin Salman, ma nonostante ciò l’Arabia Saudita non è intenzionata a tagliare la sua offerta per aumentare le quotazioni.

Ieri il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato un allarme ai paesi produttori di greggio, esortandoli ad adattarsi a un contesto di deprezzamento della materia prima. L’oro nero ha perso circa il 50% dall’estate dell’anno scorso. Secondo Chrisine Lagarde, numero uno dell’istituto di Washington, i regni dei petrodollari devono farsene una ragione: i prezzi potrebbero rimanere bassi ancora per diversi anni.

Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio, l’Arabia Saudita infatti non fermerà le trivellazioni. Secondo quanto riferito dal Financial Times, i funzionari sauditi hanno sottolineato che il più grande esportatore mondiale di oro nero soddisferà appieno la domanda di petrolio e non abbasserà il rifornimento prima del meeting previsto il 4 dicembre con i produttori internazionali.

Come ha sottolineato Khalid al-Falih, il presidente della Saudi Arabian Oil Company di proprietà dello Stato arabo, la Saudi Aramco, non ci sarà una tregua temporanea per l’industria petrolifera.

 “L’unica cosa da fare in questo momento è lasciare che il mercato faccia il suo lavoro (…) Non ci sono stati colloqui in cui si è detto di voler tagliare la produzione, visto l’attuale sofferenza del mercato”.

L’Arabia saudita ha dato una forte scossa ai mercati del petrolio lo scorso novembre, quando l’Opec ha deciso di lasciare invariata la produzione di petrolio provocando così un calo del prezzo del greggio da un massimo di 115 dollari al barile dello scorso anno a 50 dollari al barile.

La scelta dell’Arabia Saudita di non fermare le trivellazioni permetterà di recuperare le quote di mercato perse coma avrà i suoi primi effetti nel giro di uno o due anni con una crescita della domanda a livello mondiale. Le fonti vicine al Regno Saudita affermano che i prezzi si aggireranno intorno ai 70-80 dollari al barile solo nel 2017. Saranno molte deluse da questa decisione le compagnie petrolifere che hanno perso centinaia di miliardi di dollari a causa dei prezzi bassi.