Petrolio: alert dell’uomo che aveva visto crollo 2015

24 Aprile 2017, di Alberto Battaglia

Il petrolio potrebbe assestare la sua discesa, dopo aver perso circa l’8% da inizio anno: ne è convinto Tom Kloza, cofondatore di Oil Price Information Service. Intervenuto a Cnbc, Kloza ha detto che l’oro nero si avvia a essere scambiato in un range compreso fra i 50-55 dollari al barile, dopo una fase più vicina alla parte alta dei 40 dollari: a guidare queste dinamiche, nonostante le mosse messe in campo dall’Opec quest’anno, sarebbe l’incremento dell’offerta di shale oil. Attualmente il barile Wti si trova a quota 49,38 dollari.

 

Kloza, quando il barile era quotato fra i 60 e gli 80 dollari nel 2014 aveva predetto con successo che nel corso dell’anno successivo il petrolio avrebbe subito un deciso crollo. Ora, il timore di un eccesso di offerta sul mercato ha spinto i prezzi verso il basso, così come “molta vendita dovuta a fattori di analisi tecnica”.

 

“Gli investitori che sono alla ricerca di prezzi al barile sui 60 o 70 dollari devono rendersi conto di una cosa. Non si ha un mese in cui il Wti ha realizzato una media sui 60 dollari sin dal settembre 2009”, sebbene, ha aggiunto in seguito Kloza, si sono avuti mesi con medie ben più alte, tra gli 80 e i 100 dollari al barile. Secondo Kloza anche gli analisti di Wall Street che si aspettano un rialzo del petrolio stabile sui 60-70 dollari al barile dovrebbero “tornare sul pianeta Terra”.

 

Le azioni collegate al petrolio dovrebbero essere in calo “quasi tutte le settimane questo trimestre e quello successivo”, ha affermato Kloza citando il consumo di benzina sperimenterà un deciso calo negli Stati Uniti e non solo, ponendo le basi per una contrazione delle attività di raffineria.