Per imparare a risparmiare guardate come fanno i millennials

25 Marzo 2019, di Redazione Wall Street Italia

di Benedetta Gandolfi

I millennials preferiscono i servizi online con costi inferiori. Vediamo come ottimizzare le spese senza rinunciare a nulla

In tempi di incertezza le famiglie, alle prese con i conti da far quadrare, si stanno ingegnando per risparmiare il più possibile, grazie anche ai comparatori on line. E un aspetto emerge su tutti: se fino a poco tempo fa erano i genitori che insegnavano ai figli la preziosa arte della gestione delle finanze ora, sull’onda appunto delle innovazioni tecnologiche, sono i più giovani che cercano di condurre gli adulti sulla strada del risparmio.
I millenials sono iperconnessi ma difficili da conquistare, non si affezionano ai brand o alle compagnie fornitrici di un servizio ma vanno dove è vincente il rapporto tra qualità e prezzo. Finendo, così, per diventare dei veri e propri educatori al risparmio anche per le proprie famiglie. È il segno dei tempi. Da cicale i figli si sono trasformati in formichine.

Spendono meglio e risparmiano di più

La generazione Millennials, nata tra il 1981 e il 1995, sta ridefinendo i concetti di investimento e risparmio, detesta essere considerata puro ingranaggio del mercato e punta all’unicità e alla massima personalizzazione. Sono giovani che vogliono il completo controllo delle loro finanze, e soprattutto vogliono comprendere le spese che fanno.
Del resto, i 20-30enni cresciuti a pane e internet, entrati nell’età adulta in piena crisi economica, sono necessariamente portatori di un nuovo modo di pensare, hanno aspettative inedite e necessità sconosciute a chi è arrivato prima di loro.

«Sono risparmiatori attenti al mutare dei prezzi e sempre pronti a cambiare quando non si sentono soddisfatti», si legge in un’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat. Dallo studio emerge che i millenials, oltre a essere capaci di risparmiare il 14% in più (in media 709 euro) su bollette, assicurazione auto, telefonia, rispetto alla media nazionale, sanno anche rendere più efficienti i conti di casa tanto che nel 2018 sono riusciti a ridurre le spese familiari.

I conti dei millennials

Lo scorso anno, ben il 65% dei millennials è riuscito a risparmiare sulle principali voci di spesa domestica, mentre a livello nazionale la percentuale si ferma al 59%. Bollette della luce e del gas e polizza Rc Auto occupano il podio delle spese meno amate. Utenze domestiche (compresi i costi dell’Adsl-fibra) e conto corrente si rivelano invece i costi più pesanti rispetto alla media nazionale e sono aree dove i millenials stanno concentrando gli sforzi per ottenere un maggiore risparmio. Questi sforzi, se moltiplicati per tenere conto di seconde e terze case e della dimensione del nucleo familiare, possono portare buoni risultati.
In alcuni casi sono richiesti solo pochi minuti, in altri ci può volere qualche ora o è richiesto un impegno continuativo. In tutti i casi si tratta di interventi incredibilmente semplici che possono far risparmiare dei soldi e, se combinati insieme, possono farne risparmiare tanti.
Basti pensare ad esempio che, secondo uno studio della Banca d’Italia, la spesa media per la gestione di un conto corrente tradizionale in filiale si attesta a 79,4 euro mentre per quello online si spendono al massimo 15 euro. Lo stesso risparmio può essere ottenuto acquistando online mutui o prodotti assicurativi standard come l’Rc Auto e le polizze per la copertura danni dell’abitazione. Risparmi consistenti che moltiplicati magari per due automobili e più abitazioni permettono a una famiglia di avere a disposizione qualche migliaio di euro all’anno in più.

Esigenti e pronti a cambiare

Il tratto che caratterizza i millennials e li distingue è il fatto di essere molto esigenti verso i fornitori di servizi, sia in termini di prezzo che di qualità. Per questo motivo sono prontissimi a cambiare facilmente operatore quando non sono soddisfatti.
A differenza dei loro genitori, la dimensione di appartenenza o di affezione a un marchio o a una compagnia fornitrice di un servizio viene meno immediatamente nel momento in cui non soddisfa più le loro esigenze. Infatti, se si analizzano le principali voci di spesa familiare, sono molte quelle in cui rispetto alla media nazionale i millennials hanno con più frequenza abbandonato il proprio fornitore tradizionale in favore di uno nuovo.
Guardando all’Rc Auto, ad esempio, emerge che nell’ultimo anno il 22% degli assicurati appartenenti alla Generazione Y ha cambiato compagnia (il 3% in più rispetto alla media nazionale. Anche nella telefonia mobile a cambiare operatore è stato il 38% dei clienti millennials (2% in più), mentre nella telefonia Adsl-fibra lo ha fatto il 25% (+4%). La tendenza si conferma per i conti correnti: la percentuale di millennials che ha detto addio al proprio istituto di credito in favore di uno nuovo è superiore a quella media nazionale (11% contro 8%).
Infine, forse perché spinti da una generale incertezza lavorativa, i millennials scelgono di tutelarsi quanto più possibile da eventi che potrebbero danneggiare la loro salute o capacità di produrre reddito. Nel corso del 2018 quasi uno su cinque ha sottoscritto o rinnovato una polizza vita, il 13% ne ha sottoscritta una contro i rischi da infortunio o malattia.

Attenti alla qualità del servizio

Se è vero che, indipendentemente dall’età anagrafica, il prezzo è sempre la prima ragione che spinge a scegliere un nuovo fornitore, il tratto distintivo della Generazione Y è la grande attenzione alla qualità del servizio. Ecco quindi che il 21% dei millenials che ha cambiato l’Rc Auto nell’ultimo anno, lo ha fatto perché non soddisfatto del servizio offerto dalla compagnia assicurativa. Il 50% di quelli che hanno scelto una nuova banca per il proprio conto corrente lo ha fatto perché insoddisfatto della qualità offerta dal vecchio istituto di credito e, tra chi ha cambiato Adsl-fibra ottica, quasi 1 su due (49%) lo ha fatto perché la velocità di navigazione era troppo bassa.

Il conto corrente, meglio online

L’attenzione ai costi e un approccio più consapevole al risparmio emergono anche analizzando il rapporto con i conti correnti. Secondo l’indagine il 55% dei millennials titolari di conto dichiara di averne uno online, mentre a livello nazionale la percentuale scende al 46%.
A conferma di questa tendenza, c’è anche un altro dato: tra quelli che hanno più di un conto corrente (il 26% dei titolari), quasi uno su tre dichiara di aver fatto questa scelta per poter risparmiare utilizzando l’uno o l’altro conto in base alle tariffe delle singole operazioni, ma il 15% degli intervistati di contro dichiara di non conoscere con esattezza i costi del proprio conto corrente. Una cosa è certa: la volontà di ridurre i costi spinge i millennials a essere molto attivi nella ricerca delle offerte.
Se a livello nazionale quasi il 40% dei titolari di conto corrente dichiara di aver scelto la banca in base alla vicinanza della filiale, la percentuale scende al 28% tra gli appartenenti alla Generazione Y che invece utilizzano in misura maggiore gli strumenti a disposizione per risparmiare. Infine il 21% dei millenials sceglie dove aprire il conto sulla base dei comparatori online.
In sintesi, quindi, lo sforzo della Generazione Y nel cercare le migliori soluzioni si traduce in un vantaggio economico che emerge anche analizzando la giacenza dei conti correnti. Secondo quanto rilevato dall’indagine, in media i millennials tengono sul conto 6.834 euro, 500 euro in più rispetto alla media nazionale (6.331 euro).

Destinare i risparmi all’educazione dei figli

I risparmi ottenuti grazie ai consigli dei millennials possono essere destinati all’educazione dei figli. Molte compagnie hanno lanciato delle polizze che danno la possibilità di mettere a disposizione del figlio o nipote un capitale a copertura dei costi universitari o un primo reddito.
In questi contratti a una polizza di risparmio vengono abbinate delle garanzie complementari. Con la prima copertura si costituisce a scadenza, non appena lo studente diventa maggiorenne, un capitale o una rendita che verrà corrisposta durante tutto il corso universitario.
Insomma gli stumenti per un consumo intelligente ci sono, bisogna solo utilizzarli al meglio.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di marzo del magazine Wall Street Italia.