Per il dopo Brexit, RBS sceglie Amsterdam

4 Agosto 2017, di Mariangela Tessa

In caso di Brexit “dura”, Royal Bank of Scotland ha scelto Amsterdam per le sue attivita’ in Europa. La banca, detenuta per il 71% dallo Stato britannico, lo ha annunciato contestualmente alla presentazione dei dati trimestrali, spiegando che, in caso di perdita del passaporto finanziario che consente di operare attraverso l’Europa dal Regno Unito, si avvarrà della licenza bancaria che detiene nei Paesi Bassi per consentire alla propria banca d’investimento, NatWest Markets, di esercitare nell’Ue.

“NatWest Markets ha esaminato le strade per minimizzare l’eventuale impatto sulle sue attività e continuare a servire i clienti nell’ipotesi di una perdita del passaporto europeo”, ha comunicato RBS. Se necessario, “NatWest Markets si è accertata che la nostra attuale licenza bancaria nei Paesi Bassi è operativa”.

Secondo quanto reso noto dalla banca, nella nuova sede opereranno 150 dipendenti. E, a quanto pare, non sarà necessario operare nessun trasferimento. I costi per rendere operativo il nuovo quartiere generale è stimato in “decine di milioni di sterline”.

Sul fronte dei conti, la banca ha intanto presentato il primo utile semestrale in tre anni. Nei primi sei mesi del 2017, Rbs ha registrato profitti per 939 milioni di sterline (1,04 miliardi di euro), contro il rosso di 2 miliardi (2,21 miliardi di euro) del primo semestre 2016. L’utile operativo rettificato è quasi triplicato da 1,15 a 3,06 miliardi di sterline (da 1,27 a 3,38 miliardi di euro).