Per i mercati la prossima banca centrale a cedere sarà Danimarca

19 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – In Danimarca le stanno provando tutte per convincere i mercati che la moneta del paese non farà la stessa fine del franco, che ha guadagnato il 20% nello spazio di una giornata nei confronti dell’euro.

Dopo la decisione choc della Banca nazionale svizzera di sganciare il franco dall’euro, le banche danesi si trovano a dovere fare i conti con speculazioni sfrenate.

Le autorità politiche e i banchieri stanno cercando di convincere i mercati che la banca centrale non seguirà le orme della controparte svizzera. La paura è che la corona danese venga lasciata libera di muoversi rispetto alla moneta unica, che sta perdendo sempre più valore in vista della riunione della Bce di giovedì e delle elezioni generali in Grecia di domenica.

Il principale broker della regione nordica, SEB AB, ha raccontato a Bloomberg che sta ricevendo chiamate dai fondi hedge che si chiedono se la Danimarca potrebbe essere la prossima a “cedere” alle pressioni dei mercati e ordinare così la fine dal ‘peg’ che ormai è in vigore da tre anni.

Prima di spiazzare tutti annullando l’ancoraggio alla moneta unica, da settembre 2011 la banca nazionale svizzera, guidata da Thomas Jordan, ha mantenuto una politica che prevedeva un limite minimo di 1,20 a cui il franco poteva scambiare nei confronti dell’euro.

Il giorno dopo la decisione della Banca nazionale elvetica il ministro danese dell’Economia, Morten Oestergaard, ha cercato di rassicurare chi nutre dubbi sul peg, dicendo che la misura non si tocca. “È sicura”, ha garantito.

Carl Hammer, chief currency strategist di SEB, sta cercando di mandare messaggi chiari ai gestori dei fondi hedge preoccupati, dicendo che è “molto improbabile” che il regime sui tassi di cambio subirà alterazioni.

Tuttavia, le speculazioni stanno montando e i banchieri scandinavi di Danske Bank, SEB e altri istituti si vedono costretti a offrire agli investitori offshore un corso accelerato in politica monetaria danese.

Il peg danese esiste da oltre 30 anni ed è appoggiato dalla stessa Bce, al contrario del sistema svizzero. “Ovviamente pensiamo che sia assolutamente irrealistico” che la Danimarca abbandoni il peg, dice in una telefonata Jan Stoerup Nielsen, economista di Nordea Markets.

“Ma questo non sta fermando gli speculatori”. Dopo che la corona è salita ai massimi di 10 anni sull’euro negli ultimi giorni, la banca centrale ha deciso di abbassare il tasso sui depositi bancari al -0,2% dal -0,05%. Tale misura ha indebolito la corona, che può in realtà scambiare relativamente liberamente, nel senso che ciò deve avvenire all’interno di una forchetta di prezzo.

Per permettere un minimo di libertà in termini di politica monetaria, la corona danese può scambiare in una banda di oscillazione di più o meno il 2,25% sull’euro rispetto a un obiettivo di 7,46038, il livello più alto da luglio 2012. Al momento scambia a 7,4310.

A settembre la banca centrale del più piccolo dei paesi scandinavi ha tagliato il tasso sui depositi interbancari allo 0,05%. Nel luglio del 2012, all’apice della crisi del debito europea, lo aveva portato anche a -0,2%. In Svizzera, dvoe la SNB sta disperatamente cercando di dissuadere gli investitori dall’accumulare un franco già molto forte come bene rifugio, si trova al -0,75%.

Le riserve valutarie del paese sono circa il 13% sotto il picco di 514,4 di miliardi di corone (80 miliardi di dollari) raggiunto due anni e mezzo fa.

Il governatore della banca centrale Lars Rohde ha detto che c’è ancora tanta strada da fare prima che la Danimarca “testi i limiti del suo parco di strumenti monetari”.

Fonte: Bloomberg

(DaC)