Pensioni: sale a 313 miliardi la spesa nel 2021, è il 17,6% del Pil

8 Dicembre 2022, di Mariangela Tessa

Nel 2021 l’Italia ha speso 313 miliardi per le pensioni, l’1,7% in più dell’anno prima. Una cifra che rappresenta il 17,6% del Pil (era il 18,5% nel 2020 e il 16,7% nel 2019). Dal 2000 al 2018 il rapporto tra spesa pensionistica e Pil non ha mai superato il 17%, l’aumento registrato negli ultimi due anni è il risultato della contrazione del Pil come riflesso della pandemia. Sono i numeri che emergono dalla pubblicazione Istat sul sistema previdenziale.ù

Spesa pensionistica in larga parte per vecchiaia, invalidità e superstiti

Complessivamente – si legge nella pubblicazione – sono 22,7 milioni le pensioni erogate in Italia al 31 dicembre 2021, erogate a 16 milioni di titolari. Il 90,5% della spesa complessiva (283 miliardi) è destinata alle prestazioni di invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS). In particolare, il 72,6% del totale (227 miliardi) è rivolto al pagamento delle pensioni di vecchiaia e anzianità, il 13,9% alle pensioni ai superstiti (43 miliardi), il 4% a quelle di invalidità (13 miliardi).

Il sistema dei trasferimenti pensionistici impegna ulteriori 25 miliardi (8,2% della spesa complessiva) per la copertura di 4,4 milioni di prestazioni assistenziali (invalidità civile, accompagnamento, assegni sociali e pensioni di guerra) finanziate dalla fiscalità generale.

Anche il rapporto tra numero di pensionati e occupati risente dell’effetto della crisi sanitaria: è di 714 beneficiari ogni 1.000 lavoratori (717 nel 2020, 694 nel 2019). Se si considerano solo i titolari di prestazioni previdenziali, il rapporto tra pensionati che hanno versato i contributi e i lavoratori che li versano scende a 624 ogni 1.000 lavoratori (628 nel 2020, 608 nel 2019). I valori di entrambi gli indicatori risultano in aumento nel 2020 per poi tornare a calare nel 2021, seguendo quindi il trend in diminuzione registrato a partire dal 2013.

Anche tenendo conto della diversa struttura della popolazione, il tasso di pensionamento è più elevato al Nord (269 pensionati ogni 1.000 abitanti), minore nel Mezzogiorno (267) ed è in assoluto più basso al Centro (261). In media nazionale si calcolano 267 pensionati ogni 1.000 abitanti; tale valore è più alto per le donne come conseguenza della maggiore speranza di vita.

Il 60% degli assegni è sotto mille euro lordi

Complessivamente, il 59,1% delle singole prestazioni pensionistiche è di importo inferiore ai 1.000 euro lordi mensili. Considerando che il 32,1% dei pensionati riceve più di una prestazione, il reddito pensionistico complessivo – dato dalla somma degli importi delle singole prestazioni – è comunque inferiore a tale soglia per un terzo dei pensionati (32,8%)

Se si guarda al complesso, il valore mediano dell’importo annuo delle singole prestazioni pensionistiche è di 8.897 euro: significa che a metà delle prestazioni non supera quella soglia. Ciascun pensionato riceve in media 1,4 prestazioni, anche di diverso tipo. Nel 2020, si stima che in quasi una famiglia su due sia presente almeno un pensionato (oltre 11,8 milioni di nuclei); in particolare, nel 32,8% dei casi si tratta di un solo titolare di pensione e nel 13,1% di due e più.