Pensioni: rumor su quattordicesima e bonus contributivo

20 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Governo e sindacati sono ancora a lavoro per definire il nuovo capitolo sulle pensioni che troverà spazio nella prossima legge di bilancio. Domani ci sarà un nuovo faccia a faccia tra governo Renzi e sindacati e intanto si delineano i contorni della nuova riforma previdenziale.

In primo luogo è certo che le risorse stanziate ammontano complessivamente ad 1 miliardo di euro, diviso in 260 milioni per l’allineamento della no tax area a quella dei lavoratori dipendenti e 700 milioni per le 14esime.

Proprio per quanto riguarda il tema delle quattordicesime mensilità, alla fine si  è deciso di intervenire su due fronti: da una lato aumentare l’assegno extra percepito oggi da 2,1 milioni di pensionato che percepiscono 750 euro,  dall’altro estenderne l’erogazione a 1,2 milioni di pensionati che ricevono un trattamento standard compreso tra 750 e 1000 euro.

Altro tema molto discusso riguarda la possibilità di riconoscere un bonus contributivo ai lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima dei 16 anni.

Forse 3 i mesi necessari per riconoscere questo bonus che permetterebbe di uscire dal mondo del lavoro con un anno di sconto rispetto ad altri lavoratori, stando a quanto riporta il Sole 24 Ore.

Le risorse finanziarie in tal caso ammontano a circa 600 milioni di euro per il primo anno. Altri capitoli scottanti nel pacchetto previdenza riguardano i lavoratori usuranti per cui verrebbe cancellato l’obbligo che prevede che anche l’ultimo anno di lavoro sia impegnato in attività usuranti e faticose prima della pensione, valutando al contempo la possibilità di passare dal regime attuale ad una divisione dell’attività lavorativa in due parti: il 50% usurante il 50% non usurante. ù

Altra questione riguarda il cumulo gratuito di periodi contributivi effettuati su gestioni diverse, cancellato il divieto di ricongiunzione a chi ha sforato i 20 anni di versamenti contributivi in una sola gestione.