Pensioni: nei primi sei mesi dell’anno boom di uscite. Effetto “quota 100”

26 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Nei primi sei mesi del 2019 è stato un vero e proprio boom per le pensioni anticipate. Lo dice l’Inps nel consueto monitoraggio sui flussi di pensionamento sottolineando come a fine giugno  sono state 233.080 le nuove pensioni in decorrenza di cui 96.679 trattamenti previdenziali di anzianità/anticipate.

In merito a queste ultime in particolare si è assistito ad un triplicarsi delle uscite anticipate rispetto al primo semestre del 2018 e questo grazie soprattutto all’entrata in vigore dal mese di aprile di quota 100 – ossia la possibilità di uscire prima dal lavoro con almeno 62 anni di età e 38 di anzianità contributiva –  a cui si aggiunge il blocco dell’incremento dei requisiti per l’accesso alle anticipate a 43 anni, “quota 41” per i cosiddetti lavoratori precoci e “Opzione donna”. Le pensioni di vecchiaia si fermano a 28.859, e questo per effetto dell’aumento dell’età pensionabile a 67 anni). La rilevazione, spiega l’Istituto di previdenza guidato da Pasquale Tridico, è stata effettuata il 2 luglio 2019 e quindi, nei prossimi mesi, i dati subiranno delle variazioni in relazione allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.

Guardando all’assegno medio delle nuove pensioni anticipate, per artigiani, commercianti e parasubordinati la cifra media è sotto i 1.500 euro mensili lordi, mentre nel caso degli ex dipendenti si sale sopra i 1.800 euro. L’età media per le nuove pensioni in decorrenza nei primi sei mesi, nel caso delle anticipate viaggiano attorno ai 62 anni e 4 mesi medi, contro i 66 anni e 7 mesi media delle nuove pensioni di vecchiaia.

Rimangono al palo nei primi mesi dell’anno invece, gli assegni sociali toccando un importo medio 419 euro: nel dettaglio, dice l’Inps, sono stati pagati 6.119 contro gli oltre 15mila del primo semestre 2018.