Pensioni, le nuove proposte dei sindacati

5 Maggio 2021, di Mariangela Tessa

Sindacati in pressing sulla riforma delle pensioni, perché si riapra subito il cantiere, prima dello stop a Quota 100 a fine anno. Il doppio timore non è solo quello sul cosiddetto “scalone”, ma anche la possibilità che, nel 2022, si ritorni alla legge Fornero.

Per questo Cgil, Cisl e Uil, in una iniziativa congiunta con i segretari generali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri rilanciano la piattaforma unitaria, proponendo nuovi meccanismi di flessibilità per l’uscita dal lavoro, dai 62 anni in poi o con 41 anni di contributi per tutti.

“Pensare che dopo la fine di Quota 100 si possa tornare senza colpo ferire al modello Monti-Fornero con un salto anagrafico che per molti sarebbe di 5 anni significa non essere sintonizzati sulla realtà del Paese, sulla vita reale delle persone” afferma Sbarra. A dieci anni da quella legge, che “più che una riforma è stata un taglio drastico chiesto dall’Europa”, sostiene Landini, serve “una vera riforma, complessiva, del sistema pensionistico”. Un intervento con cui coniugare la “sostenibilità economica e sociale”, sottolinea Bombardieri.

Flessibilità in uscita a partire dai 62 anni

E per i sindacati è “sostenibile” introdurre una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Una via per consentire a più persone di accedere prima alla pensione, che non è “un lusso, ma un giusto riconoscimento economico dopo una vita di lavoro”, rimarca Sbarra. Anche perché il rischio è che i giovani debbano aspettare ancora di più per raggiungerla o fare i conti con assegni bassi, perché entrati tardi nel mercato del lavoro o spesso con carriere discontinue. “Se non si modifica la legge Fornero, progressivamente l’età media” salirà e i giovani “rischiano di andare in pensione a 70 anni”.

Pensioni anticipate per donne e chi svolge lavori gravosi

Tra le richieste anche quella di riconoscere la diversa gravosità dei lavori e il lavoro di cura delle donne, che più hanno pagato l’inasprimento dei requisiti pensionistici degli ultimi anni. Per loro chiedono anche di riconoscere 12 mesi per figlio per anticipare l’età della pensione oppure, a scelta della lavoratrice, per incrementare il coefficiente di calcolo.

Attenzione inoltre per chi svolge lavori gravosi e usuranti: sul tavolo anche l’allargamento dell’Ape sociale e la proroga di Opzione donna. Tra le proposte non manca quella di sostenere il reddito dei pensionati ed estendere la 14esima e di rilanciare la previdenza complementare attraverso un semestre di silenzio-assenso.