Pensioni, Italia ancora bocciata in sostenibilità

13 Ottobre 2022, di Mariangela Tessa

L’Italia è sempre lì, ferma nelle ultime posizioni: trentaduesima su 44. Anche quest’anno il giudizio del Mercer Cfa Institute Pensioni Index (MCGPI) sul sistema pensionistico italiano non brilla. Non tanto per l’adeguatezza e integrità del sistema, quanto piuttosto per la sostenibilità: su questo fronte il nostro Paese incassa un punteggio di 23,1 su 100, secondo quanto emerge dall’indagine, giunta alla 14esima edizione.

L’indice sulle pensioni di Mercer

Il MCGPI è uno studio approfondito di 44 regimi previdenziali a livello globale che copre il 65% della popolazione mondiale e confronta i sistemi previdenziali di tutto il mondo, mettendo in luce le lacune di ogni ordinamento e suggerendo possibili aree di riforma che assicurerebbero un trattamento pensionistico più adeguato e sostenibile. L’indice utilizza la media ponderata dei sotto-indici di:

  • adeguatezza: il disegno complessivo del sistema;
  • sostenibilità: il sistema paese nel complesso, ossia il PIL, la demografia, la spesa pensionistica e la diffusione di un secondo pilastro previdenziale;
  • integrità: livello di trasparenza e governance.

I risultati per l’Italia

Anche quest’anno, la classifica conferma l’Islanda al primo posto, con un punteggio complessivo di 84,7, tallonata dai Paesi Bassi (84,6) e dalla Danimarca (82). La Thailandia ottiene il punteggio più basso (41,7).

A penalizzare l’Italia (55,7) è in particolare uno dei tre indici presi in considerazione dallo studio, ovvero la sostenibilità. Se il nostro Paese appare, infatti, sotto la media europea nei tre indici principali– 68,2 su 100 su adeguatezza (media europea 72,4); e 74,9 su 100 su integrità (media europea 79,52) – crolla del tutto sul fronte della sostenibilità con 21,3 rispetto a una media europea del 51,94.

Per ciascuna di queste macro-categorie, invece, i sistemi previdenziali che hanno conseguito i valori più elevati sono l’Islanda per l’adeguatezza (85,8) e la sostenibilità (83,8) e la Finlandia per l’integrità (93,3). I sistemi con i punteggi più bassi per macro-area sono l’India per l’adeguatezza (37,6), l’Austria per la sostenibilità (22,7) e le Filippine per l’integrità (30). Rispetto al 2021, il Messico è il paese che ha fatto più balzi in classifica grazie a una riforma previdenziale che ha migliorato le prestazioni per i cittadini e modificato la normativa. Marco Valerio Morelli, ceo di Mercer Italia, ha concluso:

“Se analizziamo i sistemi adottati dai paesi al vertice della classifica, come la Finlandia, vediamo che si tratta di nazioni in cui i lavoratori si sentono ormai più responsabilizzati nel partecipare al versamento dei contributi previdenziali: la contribuzione alla previdenza complementare è alla base di un sistema pensionistico sano che guarda al futuro. È evidente che l’educazione finanziaria rimane la strada per convincere i lavoratori ad accedere a un piano di previdenza complementare, previdenziale e integrativa sia esso aziendale, che privato. Abbiamo davanti un prossimo futuro in cui le persone che non avranno attivato un programma complementare andranno in pensione e avranno maggiore tempo a disposizione ma non la capacità di spesa per godere del proprio tempo libero: una situazione che condurrebbe a rilevanti impatti sociali e economici”.