Pensioni: giallo sulla reversibilità. Nel Def torna ipotesi taglio

12 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – E’ giallo sulle pensioni di reversibilità. Dopo l’annuncio del Premier Renzi di voler estendere il bonus da 80 euro al mese a chi percepisce la pensione minima e l’ipotesi di introdurre l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per andare in pensione, nel DEF spunta un possibile taglio sull’assegno di reversibilità, quello che spetta al coniuge o agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che ha versato i contributi.

Già nel mese di febbraio, si era paventata una sforbiciata sulla pensione di reversibilità in uno dei decreti della delega legislativa sulla povertà, ma ben presto il premier Renzi aveva smentito. Proprio nella giornata di ieri però, come riporta La Stampa, Cesare Damiano, il presidente della Commissione Lavoro della Camera, ha scoperto un nuovo riferimento all’interno del DEF, il Documento di Economia e Finanza appena presentato dal governo.

Proprio nel capitolo intitolato “Contrasto alla povertà e welfare”, si legge che la riforma della reversibilità in arrivo “razionalizza le prestazioni di natura assistenziale e quelle di natura previdenziale introducendo il principio di “universalismo selettivo”. Razionalizzazione che significa in altre parole tagli.

“Non va bene il permanere di un riferimento alla razionalizzazione degli interventi anche di natura previdenziale. Noi cancelleremo, con un emendamento, il testo della delega sulla povertà che allude ad un intervento sulle pensioni di reversibilità. E lo faremo, a questo punto, anche per il Def”.

Subito sul piede di guerra anche i sindacati dei pensionati, tra cui lo Spi-Cgil.

“Ci hanno dato dei visionari, ci hanno detto che era tutta una balla e invece il governo anche nel Def a quanto pare conferma l’intenzione di voler intervenire sulle pensioni di reversibilità. Abbiamo fatto bene a non credere alle smentite e a pretendere lo stralcio della norma dal ddl sulla povertà. Il 19 maggio riempiremo piazza del Popolo a Roma di pensionati anche per chiedere a gran voce che queste pensioni non siano toccate, né quelle in essere né quelle future”.

Ma anche questa volta arriva subito la smentita direttamente dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti che parla di “errore tecnico”.

“Come ho già detto in Parlamento, c’è l’impegno del governo a correggere il testo della delega legislativa sulla povertà per chiare fuori da ogni equivoco che le pensioni di reversibilità non saranno toccate”.

Non resta che attendere che l’”errore tecnico” venga rimosso e capire così le reali intenzioni del Premier.