Pensioni, dal 2019 potrebbero ridursi del 5%

22 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

Si allunga la vita media, la pensione si allontana e infine l’assegno si riduce: è quanto ha simulato il Quotidiano.net partendo dai dati Istat. Sulla base di un aumento della speranza di vita di cinque mesi ( relativo al 2016), dal 2019 il taglio sull’assegno dovrebbe essere compreso fra il 4 e il 5%.

Per quanto riguarda invece l’allontanamento dei requisiti di vecchiaia per il pensionamento, essi saranno, dal 2019, di 67 anni (dagli attuali 66 e 7 mesi). Per la pensione anticipata gli anni di contributi da versare saranno 43 anni e tre mesi per gli uomini e a 42 anni e tre mesi per le donne: 5 mesi in più rispetto ad oggi. D’altronde Tito Boeri, presidente dell’Inps, lo aveva anticipato: bisogna andare in pensione più tardi se no saltano i conti dell’istituto di previdenza nazionale.

L’effetto combinato che porta al calcolo del valore della pensione incrocia molteplici fattori, fra questi ci sono quelli demografici come la speranza di vita, ma anche quelli economici, con particolare rilievo riguardo all’andamento del Pil. Con l’allungamento della vita cambieranno i coefficienti di trasformazione, che traducono i versamenti contributivi nell’assegno mensile.

Già 2016 l’adeguamento dei coefficienti aveva ridotto un ipotetico montante da 270mila euro in in 14.300 euro annui dai precedenti 14.675.

“Dal 2019, secondo tutte le stime, è prevedibile un’ulteriore sforbiciata di almeno il 5 per cento”, scrive il Quotidiano.net, “Dunque, a parità di età di uscita, il meccanismo di adeguamento automatico dei coefficienti ha l’effetto di sterilizzare l’aumento della durata della vita media e del godimento della pensione”.

E gli adeguamenti, dal 2019, si faranno anche più fitti: saranno ogni 2 anni, anziché ogni 3.