Pensione anticipata: si allunga lista dei lavori gravosi. Chi potrà averla

22 Settembre 2021, di Mariangela Tessa

Novità per chi potrà usufruire della pensione anticipata a 63 anni. Dagli operai forestali al personale dell’edilizia, dai conduttori di impianti e macchinari pesanti al personale dei servizi sanitari e sociali, fino ai bidelli. Queste alcune delle categorie di lavoratori, finite nella lista di coloro che svolgono mansioni gravose per psiche e fisico. E che, pertanto, potranno aspirare ad andare prima in pensione.

La lista messa è stata messa punto dalla commissione istituzionale ad hoc istituita dal ministro del lavoro Andrea Orlando e presieduta dall’ex ministro Cesare Damiano.

La lista è stata stilata, incrociando dati di Inail, Istat e Inps sulla frequenza degli infortuni e malattia rispetto alla media. La platea si allarga così a circa mezzo milione di lavoratori. Adesso la parola passa ai Ministeri dell’Economia e del Lavoro.

Tutto questo avviene mentre si avvicina la scadenza di Quota 100, l’anticipo introdotto dal governo M5S-Lega che terminerà di esistere dal 1 gennaio 2022, si scaldano i motori per la nuova legge di bilancio che potrebbe portare con sé un capitolo interamente dedicato alla previdenza in cui ci sarebbe un probabile allargamento della platea dell’Ape sociale, il cosiddetto anticipo pensionistico che consente il sostanziale prepensionamento con almeno 63 anni di età.

Le nuove mansioni gravose

Ma torniamo alla lista delle mansioni gravose: in quest’ultima sono state inserite anche bidelli, saldatori, tassisti, falegnami, conduttori di autobus e tranvieri, benzinai, macellai, panettieri, insegnanti di scuole elementari, commessi e cassieri, operatori sanitari qualificati, magazzinieri, portantini,  forestali, verniciatori industriali.

Soddisfatti i sindacati. La commissione “ha svolto un ottimo lavoro. Il documento approvato fotografa quello che la Uil sostiene da sempre: non tutti i lavori sono uguali”, sottolineano il segretario confederale della Uil Domenico Proietti e il segretario generale Uilp Carmelo Barbagallo, che sottolineano l’importanza del documento, in vista della prossima legge di Bilancio e l’addio, il prossimo 31 dicembre, a Quota 100. Allora, il presidente del consiglio Mario Draghi sarà chiamato a decidere se rivedere o prorogare l’Ape sociale.

“Nel documento sono state individuate 31 categorie incrociando con criteri scientifici indici statistici forniti da Inps, Inail ed Istat che valutano l’onerosità fisica e psicosociale delle mansioni oltre che gli indici legati agli infortuni ed incidenti sul lavoro. Un documento arricchito anche da una valutazione sulla iniquità, più volte denunciata dalla Uil, dell’automatismo sull’incremento dell’età pensionabile”, hanno aggiunto i rappresentanti sindacali

Pensione anticipata: Obiettivi del nuovo elenco

L’obiettivo dell’estensione dell’elenco dei lavori gravosi è dunque quello di consentire a più lavoratori di usufruire della pensione anticipata a 63 anni con 36 di contributi a patto di aver svolto una mansione gravosa per 6 anni negli ultimi 7 o 7 negli ultimi 10.

Ora non resta che capire che cosa accadrà a fine anno, quando la cosiddetta Quota 100 andrà in pensione. Una serie di categorie di lavori gravosi già accede all’Ape sociale, ma anche questo scade a fine dicembre.

Ape Sociale: che cosa è

Ricordiamo che l’Ape Sociale, è un’indennità erogata dall’INPS, a carico dello Stato, a favore di soggetti e lavoratori impegnati in mansioni considerate gravose e usuranti, che hanno compiuto almeno 63 anni di età.
L’indennità viene corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione anticipata o di altro trattamento anticipato, o fino al conseguimento della pensione di anzianità.

L’Ape sociale è una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 la cui scadenza, in seguito a successivi interventi normativi è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021. Ultimamente il governo Draghi starebbe valutando un’estensione della misura e al tempo stesso un allargamento della platea dei beneficiari come misura di sostituzione di quota 100.