Pd, Bargero: “Acqua pubblica non è un bene pubblico”

21 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Non si placano e anzi si incendiano le polemiche dopo che ieri il governo ha ottenuto che in aula passasse il provvedimento che ignora completamente quanto stabilito dai cittadini italiani con il voto popolare del 2011, privatizzando l’acqua.

“L’acqua pubblica che arriva nelle nostre case non può essere considerata un bene pubblico” con questa frase pronunciata nel suo intervento alla Camera ieri, la deputata Cristina Bargero ha fatto andare su tutte le furie i rappresentati del MoVimento 5 Stelle e gli altri partiti come Sinistra Italiana che si erano opposti al disegno di legge.

Con un referendum quattro anni fa il popolo italiano si era espresso contro la privatizzazione dell’acqua. Quel voto rimarrà inascoltato. Bargero ce l’ha non solo con il M5S e la forza ex Sinistra Ecologia e Libertà, ma anche con i 26 milioni di cittaadini che nel giugno 2011 votarono si ai due referendum sull’acqua pubblica chiedendo l’abrogazione del decreto Ronchi, che obbligava gli enti locali a mettere a gara anche la distribuzione dell’acqua nelle case.

Secondo l’esecutivo, ed è stato espresso con parole chiare dall’onorevole Bargero, la gestione dei servizi non deve essere pubblica. Chi pensa che possa essere così pecca di quelle che definisce “posizioni ideologiche“.

“Al cittadino non deve interessare che il servizio lo gestisca una società in house, una società a capitale pubblico o mista, perché quello che garantisce il cittadino e gli investimenti sulla rete è l’affidamento a un buon contratto di servizio e dalla regolazione, questo è il vero errore ideologico”, ha dichiarato come si può ascoltare nel video sotto riportato preso dal Fatto Quotidiano.

 

La posizione del governo Renzi in materia è chiara e il controverso disegno di legge è pronto per approdare al Senato e diventare successivamente legge.