Paura sale a Wall Street ma “peggio deve ancora arrivare”

21 Dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Un finale danno caratterizzato da timori e paure quello che si  vive negli ultimi giorni a Wall Street con tutti gli indici al ribasso. Dopo la decisione della Federal Reserve mercoledì scorso di portare avanti l’aumento del costo del denaro, il Nasdaq è crollato di oltre il 20%, così anche il Dow Jones ha chiuso sotto il livello psicologico dei 23mila punti. Mentre il CBOE Volatility Index è salito al di sopra dei 30 punti, il livello più alto dopo le vendite di febbraio.

Il brusco calo delle azioni verificatosi dall’inizio di ottobre è stato inaspettato ed è continuato anche nel mese di dicembre, solitamente un periodo positivo per i mercati. Il declino del 10%, almeno finora, dell’indice S & P 500 è la peggiore performance registrata da dicembre 1931. Se rimane così, per la prima volta in assoluto sarà dicembre il mese peggiore dell’anno per l’S&P 500. Secondo gli analisti sono le preoccupazioni su una possibile recessione a scatenare il panico, preoccupazioni alimentate da una FED, a loro dire, troppo sorda. Come afferma Julian Emanuel, chief equity e stratega dei derivati ​​di BTIG alla Cnbc, non cè ancora il timore di una recessione, ma si teme che la Fed possa commettere un errore di politica che potrebbe causarla. Ma la Fed non è l’unica preoccupazione. Secondo gli analisti sono molti i problemi per il mercato azionario che sta vivendo il suo peggiore dicembre dal 1931.

In cima alla lista dei timori c’è anche l’incertezza che circonda i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’economia cinese si sta già indebolendo e gli investitori temono che la crescita globale più debole si diffonderà negli Stati Uniti, dove il settore immobiliare ha iniziato a mostrare segni negativi  mentre la Fed ha alzato i tassi di interesse. Un’altra grande preoccupazione è un forte rallentamento della crescita degli utili delle imprese. Così alla Cnbc Ed Keon, capo degli investimenti stratega del QMA:

Restiamo cauti.  Il mercato potrebbe peggiorare ancora prima di migliorare.

Insomma il peggio deve ancora arrivare.