“Patto di stabilità allentato”, ma i comuni protestano

25 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

FIRENZE (WSI) – Le nuove tasse comunali introdotte con la manovra finanziaria triennale sono messe sotto accusa dalle amministrazioni cittadine italiane. Tema della contesa la dubbia equità delle misure, con le fasce sociali più deboli che rischiano di essere punite per via del venir meno delle detrazioni fiscali.

Inoltre, secondo i sindaci riuniti a Firenze per l’Assemblea dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), mancano all’appello delle risorse. Le municipalità si lamentano per aver ottenuto 1 miliardo di euro, la metà di quanto era stato promesso dal Governo Letta.

L’esecutivo ribatte sottolineando che i miliardi messi a disposizione sono due, uno sul patto di stabilità e uno sulla Service Tax. I margini di manovra rimangono però molto limitati per il momento e l’esecutivo è alla ricerca di nuove risorse. “Il tempo stringe ma non piove ancora”, ha detto ai media il Sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta.

Sul patto di stabilità con i comuni, il Vice Ministro ha sottolineato che “con un miliardo di stanziamento in più abbiamo di fatto allentato il patto” per gli enti locali. “È una prima tappa di una riforma e di una modifica”.

Il patto va destrutturato rispetto a come il Governo l’ha ereditato, “magari indicando prioritariamente le direttrici dell’intervento sul dissesto idrogeologico e la manutenzione delle scuole e degli edifici pubblici”. Alla riforma dell’intesa, avverte però il sottosegretario, “è collegato anche il passaggio ai costi standard, e penso che il momento sia maturo”.

Ai microfoni di ‘Rai Radio 1’, Baretta ha risposto anche alle richieste dei sindacati di stanziare più soldi per l’abbattimento del cuneo fiscale, aggiungendo che ”il Parlamento certamente confermerà l’impegno a favore di imprese e lavoro contenuto nella legge di stabilità”. Il Sottosegretario ha precisato che sulla Trise, su cui i comuni chiedono certezze, ”il testo che abbiamo presentato in Parlamento sarà oggetto di ulteriore confronto” con le amministrazioni locali.

“Sul cuneo fiscale abbiamo iniziato un percorso triennale, che non si esaurisce quest’anno, per aggiungere soldi bisogna trovare ulteriori risorse. Questa è la sfida delle prossime settimane, anche nel rapporto con le parti sociali, con cui il Presidente Letta è aperto a un confronto”, ha aggiunto il Vice Ministro.

Ci sarà bisogno non solo della massima collaborazione con sindacati e industriali, ma anche di una coordinazione migliore tra i due partiti principali della coalizione di larghe intese, Pd e PdL. È ancora in piedi la disputa sulla tassa immobiliare, la cui prima rata è stata abolita ieri definitivamente dal Senato. Il problema sono le coperture da reperire per poter finanziare la promessa soppressione della seconda parte del versamento dell’Imu, da pagare entro il 16 dicembre.

E la tassa sulla casa non è l’unica misura che potrebbe causare tensioni all’interno della maggioranza. Come sottolineato dal Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, la tassa sui rifiuti va studiata meglio, perché così com’è strutturata potrebbe portare addirittura dei contenziosi. La parola passa ora al Parlamento, dove da martedì è iniziato l’iter al Parlamento sulla legge di stabilità triennale.