Tutto fa pensare a patrimoniale sulla casa

15 Settembre 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Ogni giorno dalle autorità italiane arriva una smentita su una eventuale patrimoniale sulla casa. L’ultimo in ordine di tempo è stato il ministro degli Interni Angelino Alfano. Ma questo rincorrersi di smentite e opinioni contrarie non fa che alimentare ancora di più le speculazioni sul fatto che al Consiglio dei ministri ne stiano discutendo sul serio.

Il vice ministro all’Economia, Luigi Casero, del Nuovo Centro Destra guidato da Alfano ha reso noto di recente che “sulla casa Ap (Alleanza Popolare) punta alla eliminazione di tutte le piccole tasse, come bolli e imposte di registro che penalizzano le transazioni e che rendono meno gettito di quanto costano”. Senza però tenere conto del carico fiscale che pesa sulle abitazioni diverse dalla prima.

Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, presente al seminario sulla Legge di Bilancio organizzato dal partito di Alfano, ha tuttavia ricordato con lucidità e franchezza agli esponenti del governo Renzi che “la patrimoniale in Italia già c’è, è quella da quasi 22 miliardi sugli immobili diversi dall’abitazione principale”.

“Una tassazione – ha ricordato l’espero del mercato immobiliare – che toccava i 25 miliardi nel 2011, per ridursi poi di 3,5 miliardi a seguito della eliminazione della tassazione sull’abitazione principale. Ma altri interventi dovrebbero riguardare gli immobili ad uso diverso dall’abitativo, come quelli commerciali che sono locati ad artigiani e commercianti i cui proprietari sono piccoli investitori e che non danno più alcuna redditività in quanto la tassazione su tali immobili raggiunge l’80 per cento”.

Patrimoniale c’è già: 7 volte più alta delle tasse azzerate

Il governo si vanta di aver azzerato le tasse sulle proprietà immobiliari e così viene percepito da gran parte della gente, ovvero nello specifico da chi non è colpito da tutte quelle tassazioni immobiliari rimaste in vigore, che sono sette volte più alte delle tasse sulla prima casa. 

“L’eliminazione delle tasse sulla prima casa di cui tanto si vanta il governo ha in realtà contribuito alla cancellazione di appena 3,5 miliardi sui 25 miliardi che gravano ogni anno sugli immobili”, ricorda Maurizio Cannone su Monitor Immobiliare.

Dal momento che nessuno si è accorto che sette ottavi delle tasse sulla casa sono rimaste e costituiscono una sorta di patrimonialela tentazione di colpirli nuovamente è molto alta“.

Il tutto mentre si fa avanti anche il rischio di una manovra complessiva sui saldi di bilancio pubblico di 16,6 miliardi di euro. L’allarme viene dal Centro Studi Confindustria, che cita alla base delle sue preoccupazioni le stime sul Pil del +0,7% quest’anno e del +0,5% il prossimo.

Per il Csc il governo deve puntare ad ottenere tutte le concessioni possibili in termini di flessibilità di bilancio. Una manovra delle dimensioni appena citate avrebbe infatti “effetti molto negativi su domanda interna e fiducia”. Ragione per cui, dice il rapporto “è necessario che siano sfruttati tutti i margini di flessibilità già previsti dal Patto di Stabilità, in caso di andamento più debole dell’economia”.