Partite Iva: regime minimi funzionava, +15,5% tra i giovani

11 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dagli ultimi dati del ministro del Tesoro emerge chiaramente come il regime dei minimi con un’aliquota vantaggiosa unica del 5% funzionava. Il numero delle Partite Iva è infatti nettamente cresciuto e lo ha fatto in particolare tra gli under 35, ovvero coloro i quali potevano approfittare del regime fiscale agevolato.

Nel 2014 di partite Iva per esercitare un’attività autonoma ne sono state aperte circa 574 mila ed in confronto all’anno precedente è stato registrato un aumento pari all’8,5%. Per i più giovani l’incremento è stato di ben il 15,5%. Lo certifica una nota del Mef secondo cui il 52% delle partite Iva è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,5% da soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni.

Il boom di dicembre si spiega con il fatto che il governo Renzi ha deciso dal 2015, pur allargando la platea di liberi professionisti che possono fare ricorso al regime agevolato, di aumentare l’imposta unica (al 15% dal 5%) e i contributi da versare alla gestione separata dell’Inpgi.

L’aumento nel mese di riferimento è stato di oltre il 200%, naturale conseguenza degli incrementi fiscali su cui ora l’esecutivo pare voler fare Marcia indietro. Un mese fa Renzi ha addirittura parlato di “autogol” su La7. Il trend mensili sono stati positivi nei mesi di marzo (+0,9%), luglio (+1,9%), settembre (+0,7%), novembre (+15,9%) e dicembre (+203,4%), rispetto ai corrispondenti mesi del 2013.

Gli andamenti osservati nei mesi di novembre e dicembre sono stati indubbiamente influenzati dalla novità contenuta nella legge di stabilità 2015, che ha introdotto – a partire dal 2015 – un nuovo regime forfetario in sostituzione del preesistente regime fiscale di vantaggio.

È lo stesso ministro dell’Economia a spiegare che i dati di dicembre – che potrebbero offrire al premier un motivo in più per fare un passo indietro – sono stati influenzati dalle nuove disposizioni del governo in materiale fiscale.

La legge di stabilità dispone anche che le partite IVA in essere al primo gennaio 2015 con il “vecchio” regime avrebbero potuto continuare ad operare secondo tale modalita’, ed e’ quindi probabile che alcuni soggetti abbiano anticipato l’apertura della partita IVA entro la fine del 2014, ritenendo il regime allora in vigore piu’ vantaggioso per la propria attivita’. Nel 2014 le adesioni al regime fiscale di vantaggio sono state 194.140 (pari al 33,8% del totale degli avviamenti).

La distribuzione per natura giuridica mostra che nel 2014 circa il 75% del totale delle nuove aperture di partite Iva ha riguardato le persone fisiche, il 19% le societa’ di capitali ed il 6% le societa’ di persone. Rispetto al 2013, solo queste ultime evidenziano una diminuzione di avviamenti (-10%), mentre si e’ osservato un incremento per le persone fisiche (+10,1%) e per le societa’ di capitali (+8,9%).

La ripartizione territoriale fa rilevare che il 43% delle nuove aperture, nel corso dell’anno appena terminato, e’ avvenuto al Nord, il 23% al Centro e circa il 34% al Sud ed Isole. Il confronto con il 2013 mostra che in tutte le Regioni si e’ verificato un incremento di aperture, piu’ sensibile in Calabria, Sardegna, Umbria, Provincia Autonoma di Trento e Lombardia, all’interno di un range compreso tra il 10 e il l2%.

La classificazione per settore produttivo evidenzia che nel corso del 2014 il commercio ha continuato a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 22,5% del totale, seguito dalle attivita’ professionali con il 17,4% e dalle costruzioni con l’8,5%. Nel confronto con l’anno precedente, quasi tutti i settori principali hanno segnalato aumenti del numero di nuove aperture, piu’ accentuati nelle attivita’ professionali (+34%) e nella sanita’ (+33,4%). In controtendenza, invece, le attivita’ finanziarie (-9,6%) e l’agricoltura (-4,2%).

La ripartizione relativa alle persone fisiche segnala una sostanziale stabilita’ nell’anno appena concluso, registrando il 62,5% di aperture di partite Iva tra gli appartenenti al genere maschile. Il 52% e’ stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,5% da soggetti di eta’ compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al 2013, per tutte le classi di eta’ si osservano incrementi di aperture, soprattutto per quella al di sotto dei 35 anni (+15,5%).

In particolare a dicembre sono state aperte 76.336 nuove partite Iva ed in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra un incremento significativo (+203,4%), dovuto all’aumento di adesioni al regime fiscale di vantaggio (pari a 51.376 soggetti).

(DaC)